Una telefonata che non scorderò mai SONO MARCO PANTANI HO BISOGNO DI PARLARTI

Una telefonata che non scorderò mai SONO MARCO PANTANI HO BISOGNO DI PARLARTI

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racconti di vita     Una telefonata che non scorderò mai SONO MARCO PANTANI HO BISOGNO DI PARLARTI
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Questa telefonata non la dimenticherò mai.

Venerdi  dieci gennaio  duemilatrè, ore diciotto e ventotto, sotto una pioggerella fine mista a neve, squilla ripetutamente e vibra in tasca quel  Motorola 9700 con lo sportellino.  Aperta la chiamata una voce amica e riconosciuta chiede:  “Parlo con il dottor Mazza ?. Sono Marco Pantani ed avrei bisogno di parlarle.”.
La mia risposta precisa, secca, immediata:   senti  Marco, se vuoi parlare con me, chiudi il telefono, ricomponi il numero ed inizia diversamente così ;  SONO MARCO HO BISOGNO DI PARLARTI,  allora ti risponderò.  Chiudo il telefono.  Dopo qualche istante, con un tono di voce confidenziale, una voce sorridente esordisce così,  “sono Marco, vorrei parlarti.”.  Amico mio, dimmi, ascolto. “Sono in Spagna e desidererei correre il GIRO d’Italia, lo farò davvero solo a patto che tu mi aiuti.”.   Mille e mille volte ci siamo parlati, progettato presente e futuro sportivo, da sempre, come sempre per te ci sarò “fanciullo” mio caro.
“Allora ti passo il Direttore Sportivo”.  Un cambio di voce e di tono amplificato dal mio battito cardiaco che accelera e da un groppo in gola per la felicità assaporata,  ascolto dire:  “ Sono Davide Boifava,  Marco mi ha manifestato il desiderio  di correre il Giro d’Italia a patto che  lei lo aiuti, lo farà ?, sarà dei nostri ?”.
 Mi scusi, ma  è proprio Lei,  il  “biondino finisseur”,  come amava descriverlo il commentatore televisivo  A. De Zan ?. “ Sì, sono Davide Boifava,  ma lei come conosce questo mio appellativo ? ”.
Ho percepito un sorriso compiaciuto dall’ altra parte del telefono, non ci eravamo mai incontrati, ma qualcosa e per la vicinanza con Marco mi aveva da subito suscitato simpatia.  La mia risposta,  ho tanti anni, guardavo il Giro quando la RAI trasmetteva  ancora  in bianco e nero, ricordo diversi finali di tappa quando Lei anticipando i velocisti partiva a qualche chilometro dall’ arrivo e qualche volta le riusciva l’impresa, accetto volentieri, sarò dei vostri, mi ripassi Marco per cortesia,  grazie per la stima.  “Pronto.” .  Mi chiedi di aiutarti a correre il Giro,  ma con i tuoi mezzi, le tue qualità,  la forza e per il Campione che sei,  proveremo a vincerlo questo Giro se mi prometti di volerti bene e di fare a modo. “Sì !”.  D’accordo ! Allora cominciamo da subito, ripassami il “biondino finisseur”.  “Pronto.” .  Finite con serenità  il vostro lavoro di preparazione atletica, appena sarete a casa, concorderemo un incontro e prepareremo insieme questo Giro che credo inizi da Lecce.  “Sì, certo, grazie, a presto.”.  Buon tutto, grazie, abbracci Marco e gli dica che è impossibile non volergli bene. “Lo sò,  lui pure, io anche,  grazie dottore, a presto.”.  Buonasera.  “Buonasera.”. www.immaginienonsoloparole.it
tullio valerio mazza