Le religioni sono fatte dagli Uomini (racconto di vita)

Le religioni sono fatte dagli Uomini (racconto di vita)

Le religioni sono fatte di carne e di ossa, appunto, ma che per assemblarle in persone, occorre metterci un’anima.

Le religioni sono fatte dagli Uomini (racconto di vita) articolo di tullio valerio mazza 
LE BANDIERE
se non hanno un’anima
sono soltanto stracci (tvm)

Le religioni sono fatte dagli uomini, così come i vangeli, i libri sacri ed i precetti, con il loro intrinseco significato di pace. Nessuna è superiore ad altre o diversa ed ostile, se gli uomini sanno recitarne i versi, con la stessa stesura e statura dell’anima, poiché solo chi è capace di odiare od incapace di amare, le riconosce diverse, ostili, infettanti.

Caldissima, assolata e senza vento, quella splendida domenica di luglio che mostrava un cielo turchino sgombro da nubi, tanto che quel limpidissimo sole, ti costringeva a socchiudere  le palpebre, tanto la luce di quel cielo terso, fendeva le pupille di chi, come me, disteso sul lettino ed all’ombra assaggiava il tepore del clima ed il ristoro di quel primo giorno dall’inizio dell’anno, senza lavoro.

Un infastidito gesto e senso di stizza, la mia reazione alle parole di mio suocero che in piedi, visto di traverso, mi dice “ti cercano delle persone vestite strano” Ora? “si, ti aspettano sul terrazzino di là della strada” Arrivo! Esclamazione abituale da sempre pronunciata, per quella disponibilità che mi sono imposto per fedeltà ad un compito umanistico che amo, mai però con un piccolo risentimento ed imprecazione alla sorte come quello, in quell’attimo di smarrimento ed insofferenza.

Erano loro, diversi venditori di collanine, una intera comunità di ragazzi pakistani che curavo gratuitamente da anni e ad ogni occasione, sempre in omaggio alla dedizione per la persona ed al rispetto della mia missione di uomo, avvicinandomi a braccia aperte mi dissero: “ Dottore, lei sa bene che la nostra religione non ci consente di uscire dal suo ambulatorio e non pagare le visite, questa la ragione per la quale noi le abbiamo ogni volta lasciato un presente, un elefantino di osso, una piccola zanna lavorata, un ciondolo, una qualsiasi piccola cosa per non recare offesa al nostro DIO, ma a lei non abbiamo mai dato un centesimo, oggi vorremmo farlo, vorremmo ricambiare. Accetterebbe una benedizione come augurio ed auspicio per un buon lavoro, da parte di un nostro sacerdote? Lo abbiamo fatto venire appositamente da Lahore, per lei, per dimostrarle gratitudine, affetto, amicizia e rispetto. Per ripagarla oltre il denaro e non solo per rispettare la nostra religione, ma la sua. Sappiamo che lei è cattolico, ma abbiamo sperimentato che nessuno è infedele a nessuno se parla con  il cuore al posto dell’interesse o dell’ostilità, se tutti quanti parlano il linguaggio della tolleranza e della misericordia.

Vede, caro dottore, tutta la nostra comunità a sua insaputa, ha pregato per la sua famiglia, per lei, per il suo futuro, ogni giorno, per tutto il tempo che ci ha curati, ed il nostro Dio sa tutto e per questo lei è amato anche da lui”. Ometto alcuni dettagli ed emozioni, ma accettai quella benedizione e quegli auspici, quello scambio di un dono in cambio di tutto il resto.

Scese dalla vettura, un signore brizzolato e dalla lunga barba pepe e sale che gli arrivava al petto, coperto da una tunica unica, color azzurrino chiaro dal copricapo alle caviglie, che avvicinatosi, mi accarezzò il viso con entrambe le mani, contemporaneamente, ponendomi a guardare verso oriente, ad est preciso per quel periodo dell’anno, poi passandosi ripetutamente le mani sulla barba le rivolgeva ogni tanto verso di me con il palmo aperto, proferendo litanie ritmate e melodiche. Un senso di musica con le parole ed una specie di parole con musica.

Compresi il senso ed il proposito, non altro, ma seppi ringraziare nel modo corretto, in arabo, quello del Corano, con le parole che santificano i gesti ed ogni proposito, quando parlano di pace, solidarietà, riconoscenza, affetto ed amicalità ed a quel suo sahlamelecum, risposi hmelecum sahlam, ed all’unisono dell’inchallah di entrambi sorrise, comprese, compresi.

Una intera comunità di uomini di religione islamica, prega ancora per me e la mia famiglia, io ho continuato e persevero negli stessi atteggiamenti ad accatastare collanine ed elefantini di osso, a benedire a mio modo e coscienza quell’umanità che non mi riconosce diverso od ostile, né io.

Le religioni sono fatte dagli uomini, così come i vangeli, i libri sacri ed i precetti, con il loro intrinseco significato di pace. Nessuna è superiore ad altre o diversa ed ostile, se gli uomini sanno recitarne i versi, con la stessa stesura e statura dell’anima, poiché solo chi è capace di odiare od incapace di amare, le riconosce diverse, ostili, infettanti.

Altro ed altro ancora ad un ulteriore racconto, ma sappiate essere UOMINI poiché ovunque andiate o viviate, le religioni sono fatte di carne e di ossa, appunto, ma che per assemblarle in persone, occorre metterci un’anima.

Rimini 15 febbraio 2019        tullio valerio mazza

Immagini e non solo parole Un sorriso non costa, ma vale
Non smettiamo mai di riderci addosso, poichè il sorriso al pari del sale che impreziosisce ed arricchisce ogni pietanza, rendendola garbatamente migliore, addolcisce pure ed impreziosisce ogni parola che pronunciamo e scriviamo. Il sorriso è quella impalpabile scintilla di luce, che ingentilisce lo sguardo quando gli occhi accarezzano il vivere di ognuno di noi. (tvm)

Voi siete esclusi da ogni eventuale compenso, Massimo e Pier, sempre. Siete amici, mica pazienti, il conto del dare resta chiuso ed aperto, sempre e comunque. Lanciamo una sfida a chi non ci conosce, ragazzi, chiediamo quanto vale un abbraccio, una stretta di mano, un sorriso ed uno sguardo gentile, chiediamo quanto vale un’amicizia a chi ci ascolta e se qualcuno riesce a stabilirne un prezzo, paghi o ne chieda il conto, diventi amico nostro, noi siamo in grado di farlo, abbiamo un credito illimitato. valerio

#REDDITOUNIVERSALE

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