Oggi ho aderito allo sciopero IPOCRISIA NO GRAZIE

Oggi ho aderito allo sciopero IPOCRISIA NO GRAZIE

Oggi ho aderito allo sciopero IPOCRISIA NO GRAZIE                 Rimini 16 dicembre 2015  
Se dite, “sono andato in ambulatorio ed ho trovato chiuso”. 
Oggi, ho aderito allo sciopero che le organizzazioni sindacali e  professionali  hanno indetto, in accordo tra loro,  per affermare una omogeneità organizzativa nazionale e non parcellizzata per  territori, nel trattamento e diritti uguali per i pazienti. Il merito ed  i contenuti , gli sviluppi, potrete seguirli sugli organi di stampa. Ho riflettuto a lungo sulla opportunità di aderire ad una così radicale forma di trattativa, di contrapposizione, di fermezza propositiva. Ho scelto convintamente di manifestare e scioperare per e con le motivazioni di coerenza  ed  affetto che nutro verso il mio lavoro.
Ho riconosciuto alcune voci e sussulti  della mia giovinezza, vissuta negli anni del “sessantottismo militante”, quando con troppa superficialità in troppi affermavano, “quei vagabondi di studenti”, “quegli scioperati senza testa”, “quei vagabondi”, appunto. Oggi, da studente di ieri,  ho ripensato a quelle affermazioni, difficilmente accettabili ed anche quanto fossero  gratuite ed insensate. Cosa induce un tardo signore benestante, un privilegiato sufficientemente ricco da potere osservare gli eventi distrattamente, potendo starsene in disparte  senza subirne che eticamente gli effetti, ed invece mettersi in gioco e caldeggiare interessi altrui, proprio come facemmo allora,  impiegando delle proprie risorse, umane, etiche, economiche.  Non uno spirito ribelle ed ostile, ma un ostinato senso di giustizia sociale, impoverita sempre più, erosa continuamente da  questa evoluzione verso una generica globalizzazione generatrice di ineguaglianze e disparità crescenti. Ho aderito a questo sciopero, ad una tale forma di protesta inusuale ed irrituale per  la mia categoria professionale, seppure rivolta a comprimere pur per un tempo breve il diritto alla salute, proprio perché nel tempo del mio lavoro  ho assistito ad un progressivo impoverimento di risorse ed altro che rendono sempre più  difficoltoso ed impari il diritto di ognuno di voi ad essere curato con criteri di egualitarismo, di adeguatezza di risorse e tempistiche accettabili. Ho visto elargire  il troppo a tanti e magari con scarsi bisogni, ed il poco a molti, seppure con difficoltà crescenti.  Guardandomi attorno, mi sono sempre trovato dalla stessa parte, allora, da studente, senza un interesse diretto od immediato, accanto al  mondo del lavoro, per reclamarne insieme diritti e civiltà. Oggi nella parte di chi vive con una certa agiatezza a reclamare diritti per chi vive con maggiori difficoltà. Mi sento coerente. Non abbiamo manifestato “contro” qualcuno o qualcosa, ma “a favore” di un egualitarismo tra persone e pazienti, i cui diritti e livello di assistenza  alla salute non dipendessero dalle giunte amministrative diverse e diversificate di Regioni con risorse ed idee diverse nel fare, ma richiamando quella nostra Costituzione che afferma nei suoi principi fondanti,  UGUAGLIANZA DI DIRITTI OVUNQUE ABITASSIMO O FOSSIMO. Sempre dalla stessa parte, appunto, “quei vagabondi di studenti”, ce ne fossero stati altri e di più, così oggi, ce ne fossero stati altri e di più, pur tanti in quel circa 75% di medici  aderenti allo sciopero. Queste, sommariamente le ragioni di una scelta, e per cortesia e per favore, non dite mai più “quei vagabondi di studenti”, semmai molto più correttamente si potrebbe indicare all’indirizzo solo di chi lo meritasse, “quello studente vagabondo”, quel, appunto, non quelli !!! Parimenti e con attenzione, per altre situazioni o categorie o fatti.  Mai.     tullio valerio mazza    www.immaginienonsoloparole.it   IPOCRISIA NO GRAZIE

Andiamo a Roma, a nostre spese con i vostri soldi, a protestare contro un governo che ha fatto gli interessi dei pensionati al minimo, aumentando e quasi raddoppiandogli la pensione, andiamo a Roma con i vostri soldi a nostre spese, per protestare contro il governo che ha decurtato le pensioni privilegiate per fare restituire ai ricchi i nostri risparmi…noi siamo i sindacati che tuteliamo questi interessi…aderite…

Io non li voglio, a loro dovete restituirli

“Mi hanno prenotato gratuitamente un viaggio a Roma, per andare a protestare, contro l’aumento che ho ricevuto sulla mia pensione minima, per volerlo restituire, tanto il minimo che ho mi deve bastare e pure avanzare, non sarò per questo meno povero, ma molto meno ricco e me ne vanto… Mi hanno prenotato gratuitamente e spesato un viaggio a Roma per protestare, affinchè vengano restituiti migliaia di € al mese ai pensionati straricchi, tanto pensioni di molte decine di migliaia di € a questi signori non bastano ad arrivare alla fine del mese..non devono essere meno poveri, ma più ricchi..”

Ma come ci siamo ridotti, fate pena…Rimini 02 febbraio 2019
tullio valerio mazza

“…credo a malapena alla metà di quello che vedo, figurati se mi formalizzo od uniformo su ciò che dici…”
Sempre contro ogni ipocrisia, quella della politica particolarmente fastidiosa ed odiosa, sempre a favore di voci di libertà.  Le voci libere fuori dal coro, apprezzabilissime, riflettono per tutti verità, amare solo per qualcuno che ha interessi di parte da difendere e sostenere, ma oltre all’amaro non va, beve il suo caffè tranquillamente asserendo di amarlo e gustarlo senza zucchero…lo avrà mai assunto dolce arricchito pure con un goccetto di trasparente verità ??? Ho sentito dire che in alcune segreterie di partito i parlamentari amano l’ammazzacaffè !!!     www.immaginienonsoloparole.it 

Non è possibile

*“L’è vera quel chi mà det t’la cambra de lavour?” Ad chè? **“im paega un viaz a Roma pr’andae a de dindrì i suld cò trov tlà pensiun” Sé, lè vera. ***“mo me a deg ch’ià pers la testa”.

Un vecchio combattente sulle piazze per i diritti dei lavoratori, chiama ancora “camera del lavoro”, non sindacato, o caf, quegli uffici che ha contribuito ad onorare con la propria militanza e che altri, in vario modo gli rendono delle inadatte ostilità. Portare a manifestare contro i propri interessi ed aspettative, senza trucco e senza inganno, per fare numero pagandogli la trasferta con i propri risparmi e sfilandogli pure quelli futuri, a mio modo di vedere è una vigliaccata maldigeribile da chi crede che da quelle sedie debbano proliferare solidarietà e non invece astiose contrapposizioni con altri, per poltrone da mantenere o conseguire o malamente rappresentare. Chiedere ad un pensionato al minimo, oggi, che ha visto aumentare la propria pensione con l’ultima finanziaria, deve rappresentare un atto solidaristico da incrementare, eventualmente, non invece da cancellare, o potersi vantare lotte per essere stati capaci di metterlo in una agiatezza migliore, senza alcun desidero di infierire oltre. Punto.

Di contro e di traverso pure se la stessa finanziaria contempla la riduzione delle pensione dei ricchi e dei privilegi di tanti altri, a maggiore ragione tale contenuto deve essere condiviso, non osteggiato “a prescindere”. Poi magari, contestare su altro, su tanto altro e di diverso, ma riconoscendo come giusto l’indirizzo ed il proposito esercitato sulle pensioni, a correggere parzialmente errori ed inefficienze di tutti in passato.

Il nostro si sarebbe aspettato rispetto per le verità e per la propria storia, per le proprie esigenze non soddisfatte prima, ed eventualmente da migliorare con il poi per ognuno di noi, sapendo riconoscere anche meriti ad altri, se esistono e quando, con rispetto, verità, sapienza, intellettuale onestà. A Roma ci si può sempre andare a vostre spese con i nostri soldi o con i nostri soldi a vostre spese, oppure con solo i nostri soldi, come spesso abbiamo fatto, ma a chiedere ed invocare altro e di più, a proporre di migliorare la vita e l’esistenza, non a prendere in giro il prossimo che ti ama e ti sostiene.

Libera traduzione di un fatto tristemente vero

*Ma è vero ciò che mi hanno proposto nella camera del lavoro? **Mi pagano un viaggio Roma per andare a restituire i soldi dell’aumento della pensione. ***Penso che abbiano perso la testa.

Rimini 02/02/2019 tullio valerio mazza