IL GUARDAROBA di chi passa la notte in LENZUOLA DI CARTONE

IL GUARDAROBA di chi passa la notte in LENZUOLA DI CARTONE

IL GUARDAROBA di chi passa la notte in LENZUOLA DI CARTONE

Wardrobe, cardboard sheet, cardboard mattress, dreams and desires identical to those who sleep in the silk

Al meno freddo di sotto i portici questo il “guardaroba” di chi passa la notte lontano da impossibili teatri, ristoranti, discoteche e vive lo stesso sonno e bisogni di chi dorme sognando al caldo.           tullio valerio mazza 

foto per riflettere, pensare, confrontarsi e possibilmente cambiare in meglio la vita di ognuno

LENZUOLA DI CARTONE

www.immaginienonsoloparole.it

Siamo a due passi da un luogo esclusivo, unico al mondo, dove si è pensata e progettata l’Italia di oggi, da quello che era una serie di borghi medievali e suddita di altri. Da uomini liberi e temerari che a costo della vita ci hanno donato: la meraviglia delle meraviglie che siamo. Non possiamo permettere, noi, oggi, che qualcuno dei nostri fratelli, possa vivere e dormire dentro un lenzuolo di cartone. Lo dobbiamo a noi stessi ed all’amore che necessariamente ci è stato trasmesso. Vergogniamoci un pò, a due passi dal PO, tutti quanti.                                  tullio valerio mazza                                                        Thoughts such as trades hide dangers, but life for all

Miserie e povertà, non sono la stessa cosa
Da sempre, “strada facendo”, documento le situazioni di vita ai margini ed oltre della società, ovunque nel mondo. Foto rubate a persone che non si accorgono delle mie curiosità ed intemperanze etiche. Foto non belle tecnicamente per l’ovvietà della ragione citata e la necessaria discrezione e pudore, per il rispetto che si deve al prossimo in difficoltà. Tuttavia mai come ora, mai così frequentemente ed altrove, Il mio paese, l’Italia, offre innumerevoli opportunità di comprendere differenze nei diversi aspetti del disagio e della sofferenza sociale ed individuale, alimentando la differenza tra la povertà e la miseria. Nel mondo, foto di persone senza casa, che chiedono aiuto per se stessi ed il cagnetto, fedele compagno di sventura, di viandanti che cercano di sopravvivere individualmente, come possono, defilandosi dal gruppo. Nel mio paese, l’Italia, in troppi, in tanti invece, con una casa in cui abitano e senza lavoro chiedono aiuto, chiedono l’elemosina per strada per se stessi e la loro famiglia, per i figli da crescere, per continuare a vivere e non solo sopravvivere, questo fenomeno in estensione diventa agghiacciante, poiché moltiplica il fenomeno a dismisura e lo estende a nuclei che mai avrebbero immaginato una condizione di vita alimentata dalla disperazione o peggio ancora, dall’impotenza, noi neppure. Dalla povertà alla miseria, riflettiamo ed attiviamoci amici cari, poiché tale fenomeno sociale porta al disfacimento di valori unitari e di società evolute, manca il tempo per riflettere, occorre agire alla svelta. Queste drammatiche foto di una qualsiasi città italiana, i cui soggetti sono sottratti al riconoscimento, con il loro messaggio inequivocabile, ci ammoniscono per la nostra insipienza e ci indicano che stiamo percorrendo strade ed indirizzi politici sbagliati. Facciamolo alla svelta, cambiamo rotta, prima che sia troppo tardi.
Miseria e povertà non sono mai la stessa cosa, ma quando si sovrappongono causano tragedie sociali. Plaudo alla nuova legge sulle pensioni che innalza la quota minima per i pensionati più poveri, fino ad aggiunegere loro una tredicesima per ogni mese dell’anno…l’avessero fatto prima, l’avessero realizzato pure altri, oggi avemmo avuto meno poveri ed altrattanti meno poverini…
tullio valerio mazza

Sempre e ad ogni costo. A testa bassa contro le ingiustizie ed a testa alta contro le iniquità !
SEMPRE !!! (tvm)
Always and at any cost. Head down against injustice and high against iniquity!
ALWAYS !!! (tvm)

Valerio Mazza Oggi, sabato, 17 marzo sono ritornato nella città dei miei studi giovanili: Bologna. Ho camminato a lungo per le vie del centro e di quelle praticate e conosciute molto bene allora. Neppure i muri avevano le stesse forme, solo le architetture non sono di molto cambiate. Nel rinnovo e rinnovato arredo stradale ho visto una cosa terribile: il numero considerevole dei poveri, dei mendicanti, di coloro che vivono ai margini e fuori dalle sopportabili ed accettabili condizioni del sopravvivere. Un numero impressionante di persone che chiedono la carità in diversi modi e forme. Ho provato pietà per quelle creature, ma pure ingigantito la rabbia impotente contro l’imperiosità di una politica senza cuore o saper fare. Questa una delle ragioni per la riflessione sintetica del post. Invito coloro che polemizzano sullo stato sociale e le iniquità irrisolte del jobs act, delle opposizioni alle leggi sul lavoro, delle farneticanti chiusure ostili alla pietà ed alla tolleranza verso le persone indifese, deboli, socialmente emarginate e povere. Al ritorno, in auto, si è ingigantita la vergogna di non essere riuscito a sollecitare adeguatamente quelle coscienze operose che nella politica del fare esistono, lavorano, prosperano ed ho auspicato ed augurato loro di sostituire completamente questa attuale classe dirigente e politica (me compreso) che ha prodotto uno strazio sociale così irriverente verso la ragione di un vivere con dignità. Vengano cacciati i mercanti dai templi della politica e sostituiti con uomini sapienti e tolleranti. Sotto Palazzo d’Accursio, proprio vicino al Nettuno imperioso, avrei voluto gridare la mia rabbia al mondo così: se questa è la civiltà per la quale ho lottato e così pervenuta, andiamocene a fanculo, di disastri ne abbiamo fatti a sufficienza, è giunta l’ora di lasciare il fare a nuove e più giovani generazioni dalle menti meno arroganti e più capaci. A persone più oneste ed intellettualmente tangibili. Oggi ho vissuto e provato il fallimento della mia generazione.                     tullio valerio mazza www.immaginienonsoloparole.it

CONTRO OGNI DISCRIMINAZIONE RAZZIALE, genere, religione e vita AGAINST ALL DISCRIMINATION, GENDER, RELIGION AND LIFE tolerance and solidarity MANIFESTO OF SOCIAL COMMITMENT OF tullio valerio mazza IMMAGINI E NON SOLO PAROLE
MANIFESTO di impegno sociale di tullio valerio mazza IMMAGINI E NON SOLO PAROLE
Non so se questa considerazione fosse la peggiore umiliazione subita, ma di certo quella della quale me ne parlava più spesso e con un tale rammarico da rendere trasparente un sentimento ostile e di biasimo. Dopo la fine della guerra, noi prigionieri redivivi, con quarantasei chili di ossa e di pelle da riportare a casa, senza forze, senza mezzi, senza indirizzi e mezzi nudi non avevamo la percezione, la opportunità di scegliere cosa fare e neppure come fare e come, per ritornare a casa. Ognuno di noi cercava gli amici rimasti, cercava italiani superstiti e notizie da tutti di come si potesse ritornare ed intanto cercavamo di sopravvivere. Finalmente nel 1946, quasi un anno dopo la fine del supplizio, furono dati i comandi per il nostro rimpatrio dalla zona tedesca vicina alla francia (f minuscolo è voluto) del campo di prigionia. Raccogliemmo il niente che avevamo, io avevo nascosto in una valigia alcune cose che avrei desiderato portare a casa con me, dentro ad una tomba di un piccolo cimitero, come altri del resto. Percorremmo strade a piedi, in treno, poi ancora a piedi ed in treno, poi ancora con ogni mezzo che trovavamo, fino a che i francesi non decisero di scegliere per noi un treno e per i bagagli un vagone stipato di tutte le nostre cose con i nostri nome scritti con un gesso bianco. Ad un certo punto, sganciarono quel vagone e tutti i nostri averi, ricordi, rimorsi, memorie, dolori, pianti, percorsi e ricordi di vita sparirono lontano con quel vagone che guardavamo piangendo. Valerio, i pez l’è stae i franzois, is ha port vi parfina i bdoc c’avimi, da gnent ca simi. I peggiori sono stati i francesi, che hanno rubato a spettri di quarantasei chili, perfino i pidocchi e gli insetti che avevamo nutrito, i peggiori sono stati gli ultimi: i francesi

#iononlemandoadire In pochi hanno troppo ed in troppi hanno troppo poco, equità e giustizia sociale vorrebbero un riequilibrio almeno parziale di tali opportunità per vivere dignitosamente e convivere meglio tutti quanti.                                                                                    tullio valerio mazza www.immaginienonsoloparole.it  

photos to reflect, think, compare and possibly change the lives of everyone for the better

CARDBOARD LENZUOLA

www.immaginienonsoloparole.it

We are a stone’s throw from an exclusive place, unique in the world, where today’s Italy was designed and designed, from what was a series of medieval villages and subjects of others. From free and reckless men who have given us the cost of life: the wonder of the wonders we are. We can not allow ourselves, today, that any of our brothers, can live and sleep inside a sheet of cardboard. We owe it to ourselves and to the love that has necessarily been transmitted to us.Shame a bit, a few steps from the PO, all of them. tullio valerio mace Thoughts such as trades hide dangers, but life for all

Miseries and poverty are not the same thing
Always, “along the way”, document life situations at the margins and beyond of society, anywhere in the world. Photos stolen from people who do not notice my curiosity and ethical excesses. Photos not technically beautiful for the obviousness of the reason mentioned and the necessary discretion and modesty, for the respect that is due to the next in difficulty. But never as now, never so frequently and elsewhere, My country, Italy, offers countless opportunities to understand differences in the different aspects of social and individual distress and suffering, fueling the difference between poverty and misery. In the world, photos of homeless people, who ask for help for themselves and the little dog, a faithful companion of misfortune, of travelers who try to survive individually, as they can, defending themselves from the group. In my country, Italy, too many, but many, with a house in which they live and without work ask for help, ask for alms on the street for themselves and their family, for their children to grow up, to continue living and not only to survive, this phenomenon in extension becomes chilling, because it multiplies the phenomenon to excess and extends it to nuclei that would never have imagined a condition of life fueled by desperation or worse still, by impotence, we do not even. From poverty to misery, let us reflect and activate ourselves dear friends, because this social phenomenon leads to the undoing of unitary values ​​and evolved societies, there is no time to reflect, we need to act quickly. These dramatic photos of any Italian city, whose subjects are stolen from recognition, with their unequivocal message, they admonish us for our ignorance and show us that we are following wrong political paths and policies. Let’s do it quickly, change course before it’s too late.

Always and at any cost. Head down against injustice and high against iniquity! ALWAYS !!!(tvm) Always and at any cost. Head down against injustice and high against iniquity!ALWAYS !!! (Tvm)

Valerio Mazza Today, Saturday, March 17 I returned to the city of my youth studies: Bologna. I walked a long way through the streets of the center and those practiced and well known then. Not even the walls had the same shapes, only the architectures are not much changed. In the renewal and renovation of street furniture I saw something terrible: the considerable number of the poor, the beggars, those who live on the margins and outside the bearable and acceptable conditions of survival. An impressive number of people asking for charity in different ways and forms. I felt pity for those creatures, but also magnified the impotent rage against the imperiousness of a heartless politics or know how to do. This is one of the reasons for the synthetic reflection of the post. I invite those who dispute the social status and the unresolved iniquities of the jobs act, of the oppositions to labor laws, of the rantings that are hostile to pity and tolerance towards the defenseless, weak, socially marginalized and poor. On returning, by car, the shame of not being able to adequately solicit those industrious consciences that in the politics of doing exist, work, prosper and hoped and wished them to completely replace this current ruling and political class (including me) that has produced such irreverent social striation towards the reason of living with dignity.Merchants are chased from political temples and replaced by wise and tolerant men.Under Palazzo d’Accursio, just near the imperious Neptune, I wanted to cry out my rage to the world like this: if this is the civilization for which I fought and so come, let’s go to fuck it, we’ve made enough of disasters, it’s time to leave it to new and younger people generations with less arrogant and more capable minds. To more honest and intellectually tangible people. Today I lived and experienced the failure of my generation.tullio valerio mazza www.immaginienonsoloparole.it Today I lived and experienced the failure of my generation. tullio valerio mazza www.immaginienonsoloparole.it Today I lived and experienced the failure of my generation. tullio valerio mazza www.immaginienonsoloparole.it

   

AGAINST ALL RATIONAL DISCRIMINATION, gender, religion and life  AGAINST ALL DISCRIMINATION, GENDER, RELIGION AND LIFE tolerance and solidarity MANIFEST OF SOCIAL COMMITMENT OF tullio valerio mazza IMAGES AND NOT ONLY WORDS
MANIFESTO of social commitment of tullio valerio mazza IMAGES AND NOT ONLY WORDS
I do not know if this consideration was the worst humiliation suffered, but certainly that of which he spoke to me more often and with such regret that he made a hostile and blameworthy feeling transparent. After the end of the war, we were rescued, with forty-six kilograms of bones and skin to bring back home, without strength, without means, without addresses and naked means we did not have the perception, the opportunity to choose what to do or even how to do and as, to return home. Each of us was looking for the remaining friends, looking for surviving Italians and news from everyone about how we could return and in the meantime we tried to survive. Finally in 1946, almost a year after the end of the execution, the commands were given for our repatriation from the German zone close to france (minuscule is wanted) of the prison camp. We collected the nothing we had, I had hidden in a suitcase some things that I wanted to take home with me, inside a grave in a small cemetery, like others. We walked on foot, by train, then on foot and by train, then again by any means we found, until the French decided to choose for us a train and for luggage a wagon crammed with all our things with our name written with a white chalk. At one point, they unhooked that wagon and all our belongings, memories, remorse, memories, pains, crying, paths and memories of life disappeared away with that wagon we watched weeping. Valerio, i pez l’è stae i franzois, is has port you parfina the bdoc c’avimi, from gnent ca simi. The worst were the French, who stole a ghost of forty-six pounds,
iononlemandoadire Few people have too much and too many have too little, fairness and social justice would like to rebalance at least partial these opportunities to live better and live together better everyone.
tullio valerio mazza www.immaginienonsoloparole.it 
 A fine anno ognuno pensa ad augurare buona fortuna ad amici, conoscenti e parenti.
Desidero estendere tale auspicio pure a tutti coloro che non conosco e vivono in precarietà, ma che meritano identiche opportunità.
A VOI, TUTTI QUANTI CHE VIVETE NELLE SOFFERENZE DELLA POVERTA’, IL MIO AUGURIO PIU’ SENTITO
LE BANDIERE se non hanno un’anima sono soltanto stracci (tvm) THE BANNERS if they do not have a soul they are just rags (tvm) Les DRAPEAUX s’ils n’ont pas d’âme ne sont que des chiffons (tvm) Las bandadas si no tienen alma son solo trapos (tvm)tullio valerio mazza