Amico vita venduta e comprata al prezzo di un chilo di sale

Amico vita venduta e comprata al prezzo di un chilo di sale

Amico vita venduta e comprata al prezzo di un chilo di sale – racconto di vita –

Proprio poco dopo le vicende dell’ 8 settembre 1943 nacque il primo figlio, in casa di Amico, in quella città dove aveva Giorgina, parentele, lavoro. Era scappato sulle colline per sfuggire ai rastrellamenti che tedeschi e fascisti facevano regolarmente, metodicamente, in cerca di manodopera, ebrei, partigiani, fiancheggiatori e cittadini liberi non collaboratori. Gli uomini dell’OVRA erano capaci, raramente fallivano. Amico attendeva, nei pomeriggi piovosi, in un rifugio nascosto tra i rovi, appena fuori città, che calasse la sera, per poi, coperto dal buio e da itinerari ben collaudati, potere spalancare quella porta della camera da letto dove, nel sonno di tutti, potesse cullare con gli occhi quel piccolo figlio, con la stessa dolcezza di come si protegge un amore per un tempo che scade con il chiarore di un’alba in attesa, che può essere implacabilmente l’ultima. Quel pomeriggio pioveva nevischio ed il freddo pungeva più forte la pelle del viso e con una tale violenza che il soffiare pur ripetutamente, sul palmo delle mani raccolte davanti alla bocca, produceva perfino gocce di rugiada. D’un tratto un intruso si aggiunge e si rinchiude in quel tetro capanno. Non parla, osserva, si siede, intabarrato, trema dal freddo o forse ha solo paura. Amico, tace, fruga in tasca e nella penombra spezza un pane e lo offre all’ospite, che accetta con un cenno del capo e lo divora come da fame atavica. Poi senza una parola, con appena un saluto abbozzato, Amico parte per quella sortita, rischiando la pelle ad incontrare quei suoi scopi di vita. Quella volta non vide le persone che amava e fu arrestato, consegnato a quelle divise che non fanno sconti ad alcun PARTISAN. In fila per la decimazione, in attesa di essere fucilato, con quel martellante pensiero di non potere rivedere mai più Giorgina e pargoletto, con una lacrima che ferisce la guancia e disegna una via di fuga da quella ossessione, gli si fa incontro un ufficiale dalle mostrine inconfondibilmente ostili. “Sei stato venduto per un chilo di sale, questo il prezzo pagato alla spia, per la tua vita, PARTISAN, ma tu valere molto di più, tu non avere prezzo, tu afere rischiato tua vita per tua familia, non per guerra, tu essere un grande uomo, tu me avere dato un pane, senza nulla chiedere, generoso ed AMICO ad un estraneo infreddolito. Tu avere solo un valore, tu non avere un prezzo, andare a casa, poi scappare ancora. Tu dofere vivvere…raush !!!”.  Visse a lungo ad insegnare a tanti il rispetto per la vita, per i valori che la rendono accettabile alla coscienza, visse da uomo libero di scegliere chi e come amare sconosciuti o non come se avesse tante vite da offrire, tante innumerevoli cose da dare, come se dovesse dimostrare a se stesso qualcosa che intravedo pian piano, al calar della sera, all’arrivo del gelo, dietro un uscio socchiuso, dove dorme un piccolo dono del cielo, quando pronuncio quella parola: AMICO che mi ricorda il sale, il prezzo, il valore e l’onore per poter ambire a pensare di diventare  uomo, senza attendere con ansia, mai e poi mai una nuova alba, ma sorriderle ed evocarla, poiché annuncia ancora opportunità di vita per tutti.

Una vita venduta e comprata al prezzo di un chilo di sale, riavuta in cambio di un valore assoluto ed incolmabile ai più, la solidarietà, il rispetto degli stessi bisogni e sofferenze, la generosità che colma ogni distanza e rende libero ogni cuore che ama il giusto e lo nutre per mantenerlo tale, un tozzo di pane. Amico, ti voglio bene, ancora grazie per questa tua lezione di vita.  

tullio valerio mazza 

#”Pan negher” #disen a Milan, a simboleggiare la crudezza della realtà, della miseria, dei bisogni non soddisfatti e del rispetto per ciò che si è o si vive, senza infingimenti. Un modo di dire e raccontare realtà, verità con trasparenza. Ma che ne sanno quelli che macinano del loro, un triplo zero ?

VIVERE che ognuno nel mondo possa dissetarsi, sfamarsi, nutrirsi.   VIVERE    We help those who suffer hunger and thirst.                    FERTILIZERS FOR LIVE & LIFE … DO NOT POISON    www.immaginienonsoloparole.it   

Un anno di più e 62 candeline 10 maggio DI PIU’

Non avevo mai spento un numero così elevato di candeline, di certo la luce diffusa risulta più intensa per tante che sono e  come a potere rischiarare maggiormente l’anima per poterla apprezzare di più, parimenti  la cera si esaurisce di più con instancabile consenso di quel tempo che si consuma nel tempo ancora e sempre di più. Più forza e più tempo da imprimere nel soffio su quelle tremule luci e pur smorza il calore di quelle candele ma che lascia nell’aria quel certo profumo e vapori nei fumi di quella cera strausata, svanita, bruciata ancora una volta e di più. Questi momenti di vita stabiliscono traguardi, punti fermi per confrontare noi stessi  ad uno specchio che invecchia sempre di più ed in fretta e di più con quel ritmo incalzante che chiede insistentemente il passo ad un domani di più e poi da domani ancora di più e via via in fretta e sempre di più, ma che si arricchisce di vita e che accumula vita ancora ed una volta di più. Ma tante lucine insieme da spegnere con un unico soffio sono un vantaggio di tempo per chi ama pensare più in grande e dovendo soffiare più forte e più a lungo occorre un sospiro profondo in apnea e non solo ma poi ancora di più, sospendendo così il mio tempo permettono sogni più vasti, desideri più intensi, promesse più forti alleandosi a spazi più grandi di visioni importanti.  Aggiustano quei  tempi che la frenesia impone a sole poche candele e che potrebbe troncare e pur spegnendo lucine per tutti se ne accendono altre riservate e pur fioche a bruciare di più, a scaldare di più, a brillare per tutto e per tanto e di più. Penso al domani, penso ai miei cari, penso al bene da cogliere insieme, penso così sempre ed ancora di più, penso ai domani di tutti una volta di più. Penso alla cera svanita ed a quella di meno che resta, ma penso pur sempre maggiormente e di più. BUON COMPLEANNO ANCHE  A TUTTI VOI, il mio di oggi lo incastro nei vostri, festeggiandolo insieme una volta di più.                      tullio valerio mazza                        www.immaginienonsoloparole.it

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Help those who suffer hunger and thirst.  FERTILIZERS FOR LIVE … DO NOT POISON vivere 

That everyone in the world can quench their thirst, feed themselves, feed themselves.

 FERTILIZERS FOR LIVE … DO NOT POISON    www.immaginienonsoloparole.it  vivere

      IMG_6757           www.immaginienonsoloparole.it       Auspico che i Paesi e gli Uomini che vivono sprecando nel superfluo risorse utili per tutti, possano porre rimedio alla miseria ed alla fame di coloro che senza colpe soffrono per l’ingordigia, l’avarizia, la prepotenza, il disinteresse di altri.

Auspico che i Paesi e gli Uomini che vivono sprecando nel superfluo risorse utili per tutti, possano porre rimedio alla miseria ed alla fame di coloro che senza colpe soffrono per l’ingordigia, l’avarizia,la prepotenza, il disinteresse di altri.  FERTILIZERS FOR LIVE … DO NOT POISON                We help those who suffer hunger and thirst.        IMG_6757

Auspico che i Paesi e gli Uomini che vivono sprecando nel superfluo risorse utili per tutti, possano porre rimedio alla miseria ed alla fame di coloro che senza colpe soffrono per l’ingordigia, l’avarizia, la prepotenza, il disinteresse di altri.       www.immaginienonsoloparole.it

FERTILIZZANTI PER VIVERE…NON VELENI             FERTILIZERS FOR LIVE … DO NOT POISON  vivere

IMG_6757                                                                   Che ognuno nel mondo possa dissetarsi, sfamarsi, nutrirsi. VIVERE  

SOLIDARIETA’ CARITA’

Intorno a questi aggettivi ruotano le filosofie di vita ed etiche del mondo sia laico che religioso. La carità oltre ad essere una virtù teologale rappresenta e resta un metro di giudizio per i comportamenti dei credenti e dei religiosi, alla stessa stregua la solidarietà misura e regola nella vita civile l’etica di ognuno e di tutti quanti. Reputo la solidarietà di un valore superiore alla carità, poiché resta un atteggiamento che offre qualcosa a qualcuno che non chiede, mentre nella carità c’è un chiedere a ricevere per colmare una necessità od un bisogno contingente. Nella solidarietà invece si colmano od incrementano sia i bisogni che non e si alimentano altresì le opportunità per tutti anche di chi ha già di per sé o non sufficienti risorse o colmati bisogni.

Nella mia vita e nella professione ho sperimentato la solidarietà e vissuto la carità come faro per il cammino delle idee e per alimentare ed incrementare i passi di ogni giorno. Propongo pure ad ognuno di voi di soffermarvi un attimo a riflettere su queste mie considerazioni ad alimentare adesioni ed incrementare comportamenti personali consoni a migliorare la vita di tutti, chiunque voi siate, ovunque voi siate, comunque crediate, poiché praticare il “bene” verso il prossimo qualifica ed innalza la coscienza a tutti.             tullio valerio mazza

Auspico che i Paesi e gli Uomini che vivono sprecando nel superfluo risorse utili per tutti, possano porre rimedio alla miseria ed alla fame di coloro che senza colpe soffrono per l’ingordigia, l’avarizia, la prepotenza, il disinteresse di altri.       www.immaginienonsoloparole.it                                                                                                 We help those who suffer hunger and thirst.                                       FERTILIZZANTI PER VIVERE…NON VELENI            

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Preferisco che la guerra #racconti di pace, anzichè la pace parli di guerra 

Ci siamo accapigliati spesso, dialetticamente, sul valore ed il significato delle tessere annonarie. In ogni epoca della storia europea, bollini, tagliandi, bolli, tessere a strappo, rappresentavano un mondo di miseria e di sottosviluppo, al quale sopravvivere sgomitando e soffrendo, sopportando la fame in atessa di tempi migliori, ovunque.

Ancora oggi, con la nuova tessera elettronica, per il reddito di cittadinanza, nel nostro paese ed altrove, pur aderendo meglio al dettato costituzionale della solidarietà a chi può meno, una nazione civile, moderna, evoluta, non può e non deve permettersi in nessun caso che un proprio cittadino debba morire di stenti, nè per la fame, nè per il gelo, nè per l’indigenza, nè soffrire per altro, quando esistono tesori inutilizzati, disseminati ovunque.

Accuso chi non ha esercitato l’obbligo di soddisfare appieno il dettato costituzionale, plaudo invece a chi cerca e pratica, a vario titolo, nella politica e nella società civile tale principio di sussidiarietà, umanità, dignità, amore e rispetto per chi può meno.

Chi vuole capire, capisca ciò che le mie osservazioni raccontano e se del caso si sentisse offeso, per favore taccia commenti inutili, poichè tali principi costituzionali sono stati tenuti assopiti per troppo lungo tempo, con demerito, con alterigia, con diseducativo ed oltraggioso spirito anticostituzionale, dunque per favore frenate la lingua ed attivate il cervello, prima di intervenire a vanvera.

Si può discutere eventualmente, su come si attivi e concretizzi, tale reddito di cittadinanza, non sul valore sociale e costituzionale, che straordinariamente, positivamente rappresenta.

tullio valerio mazza LE BANDIERE se non hanno un’anima sono soltanto stracci THE FLAGS if they do not have a soul they are just rags Les DRAPEAUX s’ils n’ont pas d’âme ne sont que des chiffons Las banderas si no tienen alma son solo trapos tullio valerio mazza

tullio valerio mazza www.immaginienonsoloparole.it