RENDE POSSIBILE CHE UN RICCO DIVENTI POVERO ED IL POVERO INVECE RICCO

RENDE POSSIBILE CHE UN RICCO DIVENTI POVERO ED IL POVERO INVECE RICCO

RENDE POSSIBILE CHE UN RICCO DIVENTI POVERO ED IL POVERO INVECE RICCO

RENDE POSSIBILE CHE UN RICCO DIVENTI POVERO ED IL POVERO INVECE RICCO Commentate un aforisma, oppure un indovinello od una metafora a vostra scelta, fatene una allegoria. Tre pagine protocollo, avete il solito tempo, prima della campanella dovete consegnare in bella copia. Questo il tema in classe per quella mattina a scuola già grandicelli. Dopo le due o tre ore canoniche, non un minuto di più, consegno il mio compito con solo un commento virgolettato e  tre righe di scritto: QUALE DIFFUSISSIMA QUALITA’ UMANA RENDE POSSIBILE CHE UN RICCO DIVENTI POVERO ED IL POVERO INVECE RICCO?      (la risposta alla correzione del compito poiché riassume e descrive tutte le proposte contemporaneamente della indicazione generando una allegoria ) Qualche tempo dopo la prof. che amava pavoneggiarsi asserendo ogniqualvolta inopportuno, laureata alla Bocconi con il massimo dei voti, mi convoca per la correzione dell’elaborato e me lo consegna con un bel 2 scritto sia in cifra che in lettere e che fa pure media, motivato così: non hai avuto voglia di lavorare, sei un vagabondo, sei andato completamente fuori tema non esistendo risposta plausibile. Sempre con il sorriso sulle labbra, chiedo alla letterata se avesse risolto il mio aforisma, indovinello, metafora rendendolo allegoria, poiché se sì, con il mio compito sarebbe stata in grado di rispondere a tutte le sue proposte, non solo ad una e non in tre fogli protocollo senza risparmio di virgolette, virgolettati, leziosità, voli pindarici, espressioni grammaticali contorte a dilungare i brodini di parole, peRENDE POSSIBILE CHE UN RICCO DIVENTI POVERO ED IL POVERO INVECE RICCOriodi ripetitivi delle stesse argomentazioni e tanto di altro che vi risparmio, avrebbe avuto chiaro, anzi chiarissimi tutti i concetti insieme senza prebende inutili ed in tre righe ed una parola un intero trattato di vita. Non esiste risposta a ciò che hai scritto con saccenza e protervia,  non ho memoria che in letteratura ci sia qualcosa di simile!!! E ti ripeto sei un vagabondo provocatore, sei un modesto immodesto studente presuntuoso, la sua considerazione e se insisti a discutere ti metto un N.C. (per i non addetti ai lavori non classificato cioè meno di zero ).  APPUNTO, io le dico che esiste risposta cara prof. e che è pure una mia invenzione, una mia congettura, una mia neonata trilogia in un sola qualità umana, metafora della vita,  si tratta di una materia facilmente reperibile, a bassissimo costo, diffusissima, quella stessa qualità ed unguento che a me non fa crescere #peli sulla lingua ed a lei invece infoltisce quelli sullo stomaco, quella qualità che la rende cieca nel giudicare senza conoscere, senza informarsi, dando tutto per scontato, tutto fuorchè interessarsi e capire, ad ascoltare gli altri per giudicare invece che alla cieca senza umiltà, brandendo la spada e non il fioretto, solo per esercitare un potere conferitole sulla carta, senza battagliare sul campo pensando che si possono anche perdere scontri o vincerli per merito, per sapienza, con intelletto e non per incarico conferito, senza pregiudizi, poi per tornare a bomba e senza infierire altrimenti glielo spiego QUALE QUALITA’ UMANA RENDE POSSIBILE CHE UN RICCO DIVENTI POVERO ED IL POVERO INVECE RICCO, LA DABBENAGGINE, la dabbenaggine è la risposta cara la mia letterata a pieni voti alla Bocconi la qualità umana che  risponde contemporaneamente alla metafora, all’indovinello ed all’aforisma, facendone una allegoria per tutti. Quella stessa qualità umana che mi rende possibile contestarle l’atteggiamento e non condividere il  voto, quello di poterle stare lontano nei giudizi e negli atteggiamenti, pertanto mi metta un bel N.C. di stima però che per me vale oro, vale oro colato, ci pensi, poiché così mi distanzia e differenzia dalla sua opportunità di giudicare e non valutare il prossimo senza conoscerne e senza sapere le altrui ragioni o le altrui capacità e conoscenze. La lampadina che si accende di luce, anche se fioca, ed illumina  sentieri e percorsi della mente che conducono alla dabbenaggine e la rischiarano, dissipandola un poco,  valgono altro e di più che un suo voto sul foglio. Mi è giunta notizia che se pur con qualche N.C. Tizio non sia mai stato bocciato. P.S. per DABBENAGGINE intendo la stupidità dei creduloni                 tullio valerio mazza        www.immaginienonsoloparole.it