Pentagramma del cielo, scriveteci canzoni di pace, di vita, d’amore

Pentagramma del cielo, scriveteci canzoni di pace, di vita, d’amore

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Pentagramma del cielo, scriveteci canzoni di pace, di vita, d'amore

APPEAL TO ALL ADMINES OF BLOGS AND SOCIAL PAGES THAT WRITE ARTICLES TO AVOID WORLD WAR THAT AT THIS MOMENT ALWAYS MORE PROBABLE, AS AT THEIR TIME MOVEMENTS IN THE WORLD OF WARNING NAVAL AREAS, PLANES, EXERCISES. EARTH TRIP. NO WAR !!! IMPERATIVE ABSOLUTE, FOR ALL.                   www.immaginienonsoloparole.it

MI RIVOLGO A TUTTI GLI      AMMINISTRATORI E PROTAGONISTI DEI SOCIAL ED ABITUALI DEL WEB OGNUNO DI NOI SCRIVA E SPEDISCA APPELLI PER LA PACE, UNICO BENE UNIVERSALE, OGGI IN PERICOLO tullio valerio mazza

Su questo spartito pentagramma del cielo, scrivete canzoni di pace, di vita, d'amore, di futuri migliori. Voci intonate e sublimi, che il vento porti lontano a lambire orizzonti infiniti e speranze per certezze di tempi migliori, per tutti i colori che l'uomo conosce. tullio valerio mazza +10.000 visualizzazioni www.immaginienonsoloparole.it   www.immaginienonsoloparole.it

Se ciò che consideriamo DIRITTI non sono generalmente condivisi, si generano quelle differenze che consideriamo PRIVILEGI

RIFLESSIONI E NOTE A MARGINE
Usufruire della solidarietà di tanti, determinatasi dal dissenso ed ostilità per chi governa o comanda, e pensarsi migliori, risulta esercizio di pericoloso e precario equilibrismo infruttifero, destinato a soccombere. Altro e di opposto invece organizzare il consenso su opinioni , atteggiamenti, proposte del fare, fare ed operare, indi godere per solidarietà e collaboratività. Detestabile agire contro, auspicabile lottare a favore. Buon voto a tutti. tullio valerio mazza

#PARTECIPARE ELEZIONI E REFERENDUM SIMULTANEAMENTE PRIMA POSSIBILE voce art.1

Occorre un "grande cambiamento" di indirizzo nelle politiche sociali per il nostro paese, ritengo pertanto necessario andare a votare per le politiche al più presto ed accomunare nello stesso giorno il referendum sul lavoro, art.18. rispettando così la voce dei tre milioni di richiedenti. Non abbiamo altro tempo, non sprechiamolo vanamente. www.immaginienonsoloparole.it

Su questo spartito pentagramma del cielo, scrivete canzoni di pace, di vita, d'amore, di futuri migliori. Voci intonate e sublimi, che il vento porti lontano a lambire orizzonti infiniti e speranze per certezze di tempi migliori, per tutti i colori che l'uomo conosce

TAGLIANASTRI E TAGLIALACORDA La coerenza dell'incoerenza, vivere e manifestarsi per ciò che non si è...facendo ciò che si è Prima delle elezioni presenti ovunque, alacri testimoni di una promozione assidua di se stessi in ogni dove. Da eletti poi questo presenzialismo si è arricchito ed impreziosito della fascia tricolore e vai, sempre più di qua e di là a tagliare nastri ed inaugurare promesse. Simili atteggiamenti di siffatti personaggi definiti da tanti per il loro onnipresente fare ed esserci comunque “TAGLIANASTRI”, appellativo gradevole quandanche significativo e garbatamente ironico che trovava conferme, sorrisi, tolleranze in ogni dove e che incuteva pure tenerezza ai più. Poi, poi il Referendum Costituzionale e molti, troppi di questi schierati a promuovere da Sindaci in carica e con la fascia tricolore addosso il “basta un si”,  quello batostato dal NO, proprio quelli li trombati nelle urne da un risultato impietoso. Mentre qualcuno li ammoniva sulla inopportunità di schierarsi come Sindaci ed invece li spronava a manifestare la loro appartenenza senza ammantarsi di quella fascia che deve rappresentare tutti i propri amministrati e che almeno per prudente consapevolezza occorresse garbo e ben altra virtù, questi invece che accogliere tali proposte, suggerimenti o critiche, si sono ulteriormente consociati ed incaponiti a farsi ritrarre “fascia indosso” con i cartelli del “basta un si”,strombazzandolo in ogni dove, proprio ancora quello che vi ripropongo il ricordo di batostato e trombato nelle urne dal NO. Non hanno accolto il suggerimento di restare moderatamente ai margini della contesa, ma con lo stesso spirito del “taglianastri” partecipato invece accanitamente, insistentemente, ripetutamente. Al prima segue sempre un dopo ed io tra quelli che suggeriva prudenza li ho attesi negli stessi luoghi frequentati  e sulle stesse pagine riempite di proclami con enfasi poco ortodossa, li ho visti disertare. Non un cenno di scuse, non una autocritica, non una piccola ammissione di ammenda, nulla. Ho atteso, ho continuato ad attendere ed ancora nulla si profila all’orizzonte, non una presa di posizione critica, impettiti hanno lasciato tutto il peso della sconfitta al loro “conducador” reo confesso di tutta la disfatta. No cari signori, non concordo con voi neppure ora e su questo, poiché le sconfitte si condividono, così tanto quanto le vittorie, pesano solo diversamente nei gusti e nelle emozioni che scaturiscono ed assaporano il palato di ognuno. Qualcuno ora amareggiato diserta palazzi, cancella riunioni, si defila e non presenzia neppure a consigli comunali o clamori di piazze, tanto che un arguto di penna malevola ma sinceramene e con gusto scrive e conia un altro appellativo da sostituire a quel “taglianastri” di recente memoria, con il meglio meritato ed acquisito sullo stesso campo di ora: “TAGLIALACORDA”. Fotografie per riflettere.    tullio valerio mazza   Fotografie per riflettere Photos to reflect Mare, tempesta, tromba d'aria, barca a vela, uomini, scogli  Photos to reflect. Sea, storm, tornado, sailing, men, rocks Oggi ho trascorso la giornata a riflettere sugli eventi recenti che hanno turbato profondamente animi, coscienze e filosofie di vita di ognuno. Ho cercato ragioni e torti e dove questi albergassero o fossero generati. Ho riletto su alcuni eventi della storia che mi potessero illuminare, ho cercato sapienti che potessero guidare ed attenuare il mio tormento...poi IMPROVVISAMENTE, dalla natura un monito, come un sussulto, da queste  foto, scattate in rapida sequenza a mano libera, del cielo e della terra, del mare e della immensa forza della natura, un AMMONIMENTO ed una SPERANZA per il futuro di tutti...osservatele attentamente nella loro verità senza parole, PARLANO, INTERPRETANO, RISPONDONO. Ci insegnano la prudenza e la tenacia, ci fanno sentire solo uomini, piccoli se li sfidiamo, grandi se li rispettiamo. IMMENSI se li comprendiamo, Uomini, solamente Uomini se ne abbiamo rispetto, se ne temiamo la forza e non ne sfidiamo inutilmente la violenza.Fotografie per riflettere.                                                    FERTILIZZANTI PER LA RAGIONE...NON VELENI      www.immaginienonsoloparole.it      Fotografie per riflettere (2)               Fotografie per riflettere.      FERTILIZZANTI PER LA RAGIONE...NON VELENI Fotografie per riflettere. Mare, tempesta, tromba d'aria, barca a vela, uomini, scogli. Oggi ho trascorso la giornata a riflettere sugli eventi recenti che hanno turbato profondamente animi, coscienze e filosofie di vita di ognuno. Ho cercato ragioni e torti e dove questi albergassero o fossero generati. Ho riletto su alcuni eventi della storia che mi potessero illuminare, ho cercato sapienti che potessero guidare ed attenuare il mio tormento...poi IMPROVVISAMENTE, dalla natura un monito, come un sussulto, da queste  foto, scattate in rapida sequenza a mano libera, del cielo e della terra, del mare e della immensa forza della natura, un AMMONIMENTO ed una SPERANZA per il futuro di tutti...osservatele attentamente nella loro verità senza parole, PARLANO, INTERPRETANO, RISPONDONO. Ci insegnano la prudenza e la tenacia, ci fanno sentire solo uomini, piccoli se li sfidiamo, grandi se li imitiamo. IMMENSI se li comprendiamo, Uomini, solamente Uomini se ne abbiamo rispetto, se ne temiamo la forza e non ne sfidiamo inutilmente la violenza.  Fotografie per riflettere FERTILIZZANTI PER LA RAGIONE...NON VELENI www.immaginienonsoloparole.it   IL MIO VENTICINQUE APRILEFotografie per riflettere 3 Ho ascoltato pazientemente ed in rigoroso muto silenzio le ragioni di tutti, ognuno un fatto, un ricordo, un alibi od una ragione per il proprio modo di esporre, di dire, di raccontare. In nessuna celebrazione ho ascoltato discorsi a braccio, frutto di una ragione dettata dal sentimento con cui si partecipa e si sente che emoziona chi dice e chi ascolta , ho visto sguardi bassi a capo chino sul foglio per messaggi letti a tutti e forse nemmeno scritti da chi li pronunciava , ho provato vergogna. Molta retorica, troppa, diverse menzogne di comodo ed una ferocia etica e morale che difficilmente si coglie se non nella partigianeria di idealità senza onore. Ho ascoltato celebrare il sacrificio di tanti, da tanti, ho visto ostentare vessilli di una gloria che non dimentica, e di una faziosità esasperante nel mescolare il martirio fisico di ieri con lo scempio morale dello stupro dell’etica degli attuali. Molte le passerelle sui palchi della vanità senza sostanza. Mi sono indignato nell’ascoltare discorsi inneggianti alla pace quando quegli stessi hanno firmato decreti, leggi, promosso e fatto accettare azioni di guerra, partecipato. Si azioni di guerra e di eccidio, poiché quando si concedono appoggi, risorse di ogni tipo comprese uomini e mezzi, per anni, non si impone la pace, ma sofferenze, morte, odio e ritorsioni che si giustificano poi in una spirale infinita di ulteriori lutti e martiri. Il dolore delle famiglie, rispettabile ed onorevole, sotto gli occhi nostri e degli officianti senza verità. Vergognatevi signori delle guerre nell’ammannire discorsi di pace sull’altare dei sacrifici e sofferenze dei tanti popoli a cui togliete aria, pane, acqua, futuro. Vergognatevi. Il venticinque aprile si festeggia la liberazione e la pace da una guerra che ha seminato miserie umane fin dentro le nostre anime, lutti, sofferenze, odio, che ha portato gli uomini a combattere ed uccidere perfino il fratello. Che ha seminato di barbari eccidi e nefandezze da ricordare a monito eterno di pentimento. Non c’è viltà più grande che il disonore del non riconoscere le barbarie inumane che le guerre comportano per tutti. Poi ci sono gli uomini e la loro necessità di vivere e sopravvivere, ognuno a suo modo ed ovunque si trovi. Vi ha parlato qualcuno dei nostri soldati prigionieri degli uni e degli altri internati nei campi di lavoro ? Avete saputo o capito come poteva essere la vita di un ragazzo nato nel 1917 che inizia la leva militare nel 1937 e ritorna a casa nel 1946, con annessi due anni e mezzo di campo prigionia in Germania ? e poi ritornare a casa dopo avere sepolto in terra di fortuna oltre duecento dei propri compagni su duecentoquaranta che erano a condividere il nulla di niente? A vent’anni ? E non avere alcuna scelta per vivere o perire ? Di essere partiti con una messa al campo officiata da un cardinale che benediceva le armi dicendo in omelia di combattere e tornare vincitori che Dio è con noi… mentre altri giovani di pari età assistevano ad identiche cerimonie officiate da altri prelati della stessa religione che asserivano le stesse cose attribuite allo stesso Dio ? E altri con divise diverse, altrettanto giovani, assistevano alle stesse omelie da prelati che nel nome dello stesso Dio asserivano le medesime proposizioni ? Quanto valgono il tempo e le sofferenze di questa vita ? e quanto vale o quanto pesa se moltiplichiamo per milioni di volte per gli uni, gli altri, i figli, le mogli, i padri, le madri e tutti coloro che si sono trovati in un attimo in un posto sbagliato ? Ma cosa ne sanno gli attuali che vogliono modificare quella Nostra Costituzione sofferta , meditata, scritta con e sul sangue del sacrificio di chi ci ha consegnato questa straordinaria opportunità, questa testimonianza di sacrificio, onore, sapienza, tolleranza, umanità ? SAGGEZZA. Ma come osano, come si permettono, ed in ragione di cosa? Riflettiamo con attenzione ed informiamoci bene prima di aderire alle miserie delle parole di una stolta vanità, quella sì senza limiti o confini, inarrivabile. Il rispetto per tutto ciò che ho ascoltato, capito, saputo cogliere, passa per primo nella commovente emozione di una lacrima per tutti, di un fiore per tutti, di una carezza per tutti, di una accoglienza delle volontà LORO. Il rispetto per quel bene prezioso che hanno saputo costruire, la libertà passa solo attraverso la completa valorizzazione ed accoglienza di quegli insegnamenti. Solo gli stolti, gli arroganti, gli incapaci, i malvagi senza albergo posso raggiungere una tale saccenza e protervia. Stupidi. Quella stessa Costituzione che recita nell’articolo undici …L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e mezzo di risoluzione delle controversie internazionali… e questi hanno usato i miltari ed ogni tipo di arma ovunque… e vendiamo a tutto il mondo mine anti uomo ed anti tutto nel silenzio occulto ed occultato di omertà senza onore. NON E’ BASTANTE SVENTOLARE BANDIERE ONU PER UCCIDERE UN UOMO. Non si esporta così la pace, ma la violenza e la forza militare, né si impone, la pace e la libertà sono conquiste che ogni popolo impone a sé stesso con il sacrificio e l’intelligenza, attraverso un percorso condiviso di idee e di idealità. Nella storia “ la pax “ era quella di Roma esportata ed imposta a popoli sottomessi con la violenza della forza, come oggi. Smettete di barattare in nome della pace una conquista indiscriminata di terre e popolazioni, di faide o vendette, solo nell’esclusivo interesse commerciale, solo con un unico intendimento : massacrare i più deboli per affermare un primato dei forti. Rapinare a chi vive su cose appetite ad altri. Tutto questo in nome di due divinità che albergano altrove che non nell’Olimpo: il dio denaro ed il dio potere, due in uno, una specie di essere immondo senza cervello, ma con artigli guidati da una bramosia di ferocia e voracità senza pari. Voi uomini di guerra e di interesse volete piantare le vostre bandiere ovunque calpestando per questo ogni pudore. Allora erano Uomini che combattevano per degli ideali, ciascuno il proprio, di multiformi e diverse realtà ed estrazioni sociali, oggi ci sono invece faccendieri che disprezzano la vita degli altri e che si battono solo per loro opportunismo. La merce nobile di scambio sempre la stessa : la vita, con una semplice, sostanziale differenza allora chi lottava per i propri ideali spendeva quella propria ora invece per raggiungere il loro scopo questi maledetti spendono quella nostra. Vergognatevi. La mia voce una goccia nel mare, quella di Papa Giovanni, invece un monito, diluvio inascoltato...finora. La Sua Enciclica “ Pacem in Terris ”, dopo cinquecento anni di lotte fratricide fra le religioni, in poco tempo e per la fretta, per il poco tempo che sapeva gli restasse di vivere, indice e promuove un incontro tra diversi ma pari, in latino “ concilio “ che si traduce in tanti modi che esprimono dialogo, tolleranza, fraternità, misericordia, concordia, riunione e altro di simile, ha posto un veto all’odio, all’intolleranza, alla guerra. Non ha posto limiti alla lotta per la conquista delle libertà. Ma invoca la pace, in tutte le sue forme ed effetti, come bene unico e supremo per potere condividere questo infinitesimo spazio di universo. Questa Enciclica è stata scritta in un momento storico molto particolare, in piena guerra fredda tra le due superpotenze di allora, e nel momento in cui un Presidente cattolico iniziava una guerra lontanissimo da casa propria, dove già i Francesi avevano fallito e perduto battaglie, guerra e dignità, ad un popolo il cui unico torto era avere idee e colore diverso nel modo di essere e di fare, un pretesto. Vigliacchi gli scopi militari e le necessità dell’industria bellica che doveva smaltire arsenali mai immaginati prima. Vigliacchi due volte. Poi il fallimento, militare ed economico fatto pagare a tutti … Ancora oggi gli effetti sulle persone continuano a bruciare pelle e coscienze. Giovanni ha capito che per placare e sconfiggere la bestia immonda bisogna utilizzare una sola strategia , un’arma letale: la Pace, come la spada di San Giorgio o di Perseo, per questo attraverso la tua voce l’invocazione alta a DIO per noi tutti, Pace !!! grazie Giovanni, per la tua intelligenza, per la tua umanità, per la tua lungimiranza e sapienza, resterai il Papa Buono in eterno e così con te anche ciò che ci hai suggerito. Grazie.  www.immaginienonsoloparole.it