Parole immagini filosofia Casa Pascoli

Parole immagini filosofia Casa Pascoli

Parole immagini filosofia Casa Pascoli    www.immaginienonsoloparole.it PAROLE IMG_8037 Nel 1958 a quattro anni parlavo tre dialetti romagnoli diversi Bellariese, Sammaurese, Cesenaticense, senza conoscere l’Italiano, questa la ragione di uno spirito ribelle, comunicativo verso i coetanei solo attraverso l’aggressività dei gesti, ipercinetico ed incoercibile da diavoletto bambino, da discolo che comunica a schiaffi con gli altri, che corre velocissimo e scalzo su ogni terreno, sempre. Così io ero a quella tenera età nel cortile di Casa Pascoli, adibita ad asilo delle Suore di Maria Bambina. Solo LEI, Suor Alfonsa, comprese e riuscì a frenare quelle esuberanti particolarità, quelle frenesie della non comunicabilità verbale tenendomi con sé, mentre si esercitava al pianoforte, insegnandomi una lingua nuova, quell’ italiano che a quattro anni così già sapevo leggere e scrivere calligraficamente meglio di ora senza comprenderne però il significato. Imparavo dai canti religiosi e dalle parabole dei Vangeli. Ogni mattina Lei ed io in quella classe vuota piena di suoni e con gli altri fuori a giocare dei quali udivo il vociare. Mi insegnò, appresi in fretta, quella lingua nuova che tutti gli altri bambini parlavano e conoscevano, giocai con loro diversamente e mi divertii, fu così un tempo felice. Leggevo e scrivevo ma non conoscevo appieno il significato di molte parole. Parlavo come era scritto, scrivevo ciò che vedevo descritto. Solo in seconda elementare, a sette anni fui loro pari, in tutto. Quella persona piccina, quella donna mite alla quale ho strappato la cuffia per vederle i capelli, quel viso chiaro e pulito con occhiali rotondi e la montatura in oro, mi ha tenuto e guidato la mano entro le righe di quel pentagramma di vita. Sua la responsabilità, sua la colpa se ora scrivo così, senza la mano ferma di allora trattenuta nella sua, mi manca, poiché questa mia ora resta sola con spazi vuoti da colmare, fogli bianchi da macchiare e non più pentagrammi da seguire, per riempire con parole solo mie la mia vita e senza tracce, all'infinito, fino a che dura. Immagini      Tullio Valerio Mazza
Ci sono varie forme di arte e svariati modi di comunicare con gli altri e renderli partecipi del mondo che li circonda ingentilendo con la sensibilità dei pochi l'orizzonte a tanti. MARCO disponeva di tante doti umane, questa del sapere comunicare per immagini una di più, un grande Maestro che come musicista pigiando quell'unico bottone trasforma le immagini in note delicate, armonie per tutti quanti noi. Mi inchino alla sua immensa maestria
       www.immaginienonsoloparole.it IMG_8037 Ho dialogato, conversato, mi sono confrontato a lungo con  Marco, uno degli artisti Italiani della fotografia meglio apprezzati e stimati del tempo moderno. Avevamo reciproca simpatia ed interessi, ci scambiavamo idee. Argomenti leggeri, politica, foto e filosofia il nostro tempo insieme, qualche ricetta, ma poche. Tra i dialoghi che ricordo alcune delle seguenti considerazioni per le quali la memoria vacilla e non potrei con certezza attribuirle a chi di noi due. ...Poiché la foto è ciò che si pensa, non già ciò che si guarda. Non è mirare un soggetto ma  cogliere una situazione e renderla espressiva per tutti. La foto è ciò che stimola non ciò che resta impresso sulla retina, la foto è ciò che corre nei neuroni per passare alle vene. La foto è l’immagine di ciò che si prova non già di ciò che si vede. Il mirino è per tutti, identico, uguale la scena ed i contorni di luci, di colori, di misure, ma per sentimenti ed atteggiamenti ognuno diseguale ed a sensibilità scalanti e decrescenti come infinite sfumature di grigio, quelli i colori più rappresentativi dell’anima, il bianco ed il nero. Occhi diversi per foto uguali e foto diverse per occhi che sanno parlare. Poi tanto di altro e di aggiunto. La foto è l’ immagine non un ritratto, essenza di un pensiero, di un sentimento, di una passione, di un fatto. La memoria può tradire o sfumare parole o fatti o contorni, mai però dimentica un concetto, quello resta impresso nell’anima.  In una foto, se foto, passa la filosofia di vita di una persona e ne basterebbe una soltanto per riempire “quella” di vita. Ancora mi esercito, per questo ci provo. Pubblico con rispetto un suo lavoro, per tutti, a mostrarvi la differenza tra un MAESTRO ed un apprendista, che valga per ognuno di noi questo rispetto e questa deferente distanza. Grazie Marco Pesaresi per la luce che hai saputo estrarre dai diversi toni di grigio che ora hanno per tutti un colore. La foto pubblicata mi è stata personalmente donata da Marco e la pubblico per tutti per concessione e benevolenza della madre Isa, che ringrazio.    www.immaginienonsoloparole.it  IMG_5831 (2)_LI Dati riferiti agli infortuni sul lavoro nei calzaturifici di San Mauro Pascoli del 1979 ed estrapolati dalla mia tesi di laurea in medicina dl lavoro. Tali numeri assoluti e percentuali per confrontarli con i dati odierni, maturando così conoscenze e valutazioni sulle modifiche strutturali del lavoro, delle tecnologie, delle abitudini sociali, della qualità delle maestranze per trarne utili indizi e suggerimenti  ad evolverci ulteriormente. Maschi  lavoratori      700/720        40%  -  incidenti  30  (75%)  Femmine lavoratrici  1050/1080   60%  -   incidenti  10  (25%) Totali 40 con durata media totale del tempo di guarigione giorni 9 Incidenti avvenuti nel   pomeriggio  15 pari al  37.5%                                   mattina        25 pari al  62.5% Distribuiti come a tabella nei giorni della settimana LUNEDI  12 (30%) - MARTEDI  7 (17.5%) - MERCOLEDI  8 (20%) GIOVEDI  9  (22.5%) - VENERDI  4 (10%) Così distribuiti in orari nell’arco della giornata 8/9           4  (16%)                        14/15    1  (6.6%) 9/10        11 (44%)                       15/16     1  (6.6%) 10/11      4 (16%)                         16/17     6  (40%) 11/12      6 (24%)                         17/18     7  (46%) Senza tediarvi ulteriormente con altre tabelle, potrete da soli comprendere come accorpando o spezzettando a piacere tali numeri, valutando pure la variabilità giornaliera, settimanale ed oraria, si comprende agevolmente come  il maggior numero di incidenti avveniva per il 60% nelle prime due ore della mattina ed ancora maggiormente nelle due ore terminali della giornata con 86%. Il giorno terribile il lunedi specie se riferito alle ore 9.30.  tullio valerio mazza SOGNI, SEMENTI PER CRESCERE, poiché accendono fantasie da realizzare Sogni, ad occhi aperti oppure no, ognuno di noi ne ha, fantasie, irrisolti, qualche volta li esterna altre volte li conserva ed all’occorrenza li risogna o li ricama per  pensare alla vita e renderla migliore, oppure semplicemente per riempirla con qualcosa di proprio, di unico, di raro. Da tempo ripenso ad uno fatto  tanto tempo fa, quando in fanciullezza quel maestro, Ivo Scioni, mi incaricava di scrivere lettere ai miei coetanei di allora, notizie su San Mauro di Romagna, che da tutta Italia desideravano conoscere la storia, la letteratura, la vita del Poeta qui nato e del paese ove fosse vissuto e chiedevano a noi scolaresche di comunicare. Mi diceva “Mi raccomando scrivi in corsivo ed in bella grafia tutto ciò che ti ho detto, racconta la storia di questo paese e del suo poeta, poi facciamo firmare a tutti i tuoi compagni  la lettera ed io la spedirò a questa classe di Galatina che ci chiede notizie”. Diligentemente intanto che i miei compagni di classe erano impegnati in altro, io da solo in quella biblioteca al secondo piano delle elementari, scrivevo pagine e pagine  quasi sempre uguali, senza errori ortografici ed a caratteri chiari con una BIC celeste che prediligevo, che immancabilmente mi lasciava tracce e sofferenze tra indice e medio, a molte altre scuole di coetanei. Conservo ancora qualche busta di color arancione, che il tempo ne ha sbiadito il colore, sgualcito le pieghe ed aggiunte, non il valore ed il contenuto però di quelle richieste su carta rigata ad indicare a consonanti e vocali di stare allineate per bene al loro posto, con quella scrittura espressiva di un bimbo di quarta. Sognavo allora un mondo migliore di quello che ho saputo realizzare, sogno ancora però oggi un mondo migliore dove ci si possa vivere meglio.  Ho desiderato a lungo e progettato per il mio paese divenuto poi e conosciuto universalmente come San Mauro Pascoli, che si potesse realizzare un centro culturale permanente, dove al posto di un bimbo chiuso in una biblioteca a rispondere ad altri con responsabilità  grandi, ci fossero persone capaci ed intellettualmente evolute. Ho immaginato che si potesse realizzare una foresteria,  un insieme di case della cultura della mia terra, tipo college inglese o campus nordamericano, che potesse ospitare, volta a volta, con moduli diversificati di insegnamento, scuole italiane ed estere di ogni ordine e grado, al fine di educare alla letteratura dell’ottocento, alla storia, alla poetica pascoliana, della storia contadina ed autoctona, utilizzando gli edifici quali la “TORRE”, la “DOMUS PASCOLI”, il “RICOVERO PER ANZIANI”, altro ed altri ancora, dotandoli di strumenti  interattivi per la conoscenza, insegnanti, professori, docenti universitari, attori per recite e tanto di altro e di fantasioso al fine di promuovere una siffatta cultura e rendere universale tale sapere ed opportunità, accreditando sapere ed attestati di capacità. Elargire sapere e conoscenza di un tempo, facendo vivere quelle persone negli ambiti propri dove quei fatti di storia, quella poetica aveva potuto svilupparsi, adattarsi e crescere, acquisendo crediti  valevoli in ogni ambito del sapere e per tutti. Musei di vita e di studio, che dessero lavoro a molti ed istruzione a  tanti e corredassero con attestati qualificanti i fruitori di tutto ciò. Una scuola per le scuole, replicabile altrove con altri interpreti, ma modello di istruzione e di vita per noi stessi  e pure esempio per altri. Chissà quanti altri hanno fatto lo stesso sogno, non mi perdo pertanto in altri dettagli che il mio sogno conserva, racchiude ed estende, consentendo ad altri di arricchirlo ed estenderlo, completarlo, ma lo pubblico unicamente  intendendo solo esternare per condividerlo con qualcuno di voi, interessato a pensare progetti, artigiano di sogni per renderli vivi di vita, poiché ho la percezione che nel mio paese od altrove tali artigiani artisti del pensiero e del fare esistano realmente e nei sogni almeno esisteranno fortunatamente per sempre e per tutti, poiché tutti i sogni accendono fantasie da realizzare.                      tullio valerio mazza IMG_8037