Il mio venticinque aprile con le emozioni i ricordi e gli insegnamenti dedicato a mio padre Tonino

Il mio venticinque aprile con le emozioni i ricordi e gli insegnamenti dedicato a mio padre Tonino

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Il mio venticinque aprile con le emozioni i ricordi e gli insegnamenti dedicato a mio padre Tonino           tullio valerio mazza      Il mio venticinque aprile Festa dedicato a mio padre Tonino 3

Affido alla memoria il valore che rappresentano
Affido alle coscienze le verità che racchiudono
Affido alle intelligenze la via che indicano
GUERRE MAI PIU’     tullio valerio mazza     

Ho scritto parole di fuoco contro le insolenze di governi, governanti, ambasciatori, capi di stato ed organizzazioni malavitose. Assolvo una promessa nella vita fatta per una esortazione di mio padre, in una occasione e per un motivo che (forse ) racconterò, questa: VALERIO, QUAND T'CI SICHEUR DA L'ES DE CAENT DE GIOST, NO DA D'INDRI' GNENCA SE T'FOS DAVAENTI ME RE. (valerio quando tu avessi la certezza di essere dalla parte della ragione, non indietreggiare neppure di fronte ad un re). Si, babbo, te lo prometto. Lui non c'è più, ma sa che finora, gli sono stato ubbidiente.

                                                                                  
ORA REFERENDUM COSTITUZIONALE CI VEDIAMO AL VOTO IO MI PREPARO COSI'Il mio venticinque aprile con le emozioni, i ricordi, gli insegnamenti e la testimonianza di chi ha merito e titolo per festeggiare, NOI SOLO QUELLO DI CELEBRARE E RICORDARE dedicato a mio padre TONINO Festa celebrativa della Liberazione                  www.immaginienonsoloparole.it   Il mio venticinque aprile Festa dedicato a mio padre Tonino 4     Ho ascoltato pazientemente ed in rigoroso muto silenzio le ragioni di tutti, ognuno un fatto, un ricordo, un alibi od una ragione per il proprio modo di esporre, di dire, di raccontare.  In nessuna celebrazione ho ascoltato discorsi a braccio,  frutto di una ragione dettata dal sentimento con cui si partecipa  e si sente  che emoziona chi dice e chi ascolta , ho visto sguardi bassi a capo chino sul foglio per  messaggi  letti a tutti e forse nemmeno scritti da chi li pronunciava , ho provato vergogna.  Molta retorica, troppa, diverse menzogne di comodo  ed una ferocia etica e morale che difficilmente si coglie se non nella partigianeria di idealità senza onore. Ho ascoltato celebrare il sacrificio di tanti, da tanti, ho visto ostentare vessilli di una gloria che non dimentica, e di una faziosità esasperante nel mescolare il martirio fisico di ieri con lo scempio morale dello stupro dell’etica degli attuali. Molte le passerelle sui palchi della vanità senza sostanza. Mi sono indignato nell’ascoltare discorsi inneggianti alla pace quando quegli stessi hanno firmato decreti, leggi, promosso e fatto accettare azioni di guerra, partecipato. Si azioni di guerra e di eccidio, poiché quando si concedono appoggi, risorse  di ogni tipo comprese  uomini e mezzi, per anni,  non si impone la pace, ma sofferenze, morte, odio e ritorsioni che si giustificano poi in una spirale infinita di ulteriori lutti e martiri. Il dolore delle famiglie, rispettabile ed onorevole, sotto gli occhi nostri e degli officianti senza verità. Vergognatevi signori delle guerre nell’ammannire discorsi di pace sull’altare dei sacrifici e sofferenze dei tanti popoli a cui togliete aria, pane, acqua, futuro. Vergognatevi.  Il  venticinque aprile si festeggia la liberazione e la pace da una guerra che ha seminato miserie umane fin dentro le nostre anime, lutti, sofferenze, odio, che ha portato gli uomini a combattere ed uccidere perfino il  fratello.  Che ha seminato di barbari eccidi e nefandezze da ricordare a monito eterno di pentimento.  Non c’è viltà più grande che il disonore del non riconoscere le barbarie inumane che le guerre comportano per tutti.  Poi ci sono gli uomini e la loro necessità di vivere e sopravvivere, ognuno a suo modo ed ovunque si trovi. Vi ha parlato qualcuno dei nostri soldati prigionieri degli uni e degli altri internati nei campi di lavoro ? Avete saputo o capito come poteva essere la vita di un ragazzo nato nel 1917 che inizia la leva militare nel 1937 e ritorna a casa nel 1946, con annessi  due anni e mezzo di campo  prigionia in Germania ?  e poi ritornare a casa dopo avere sepolto in terra di fortuna oltre duecento dei propri compagni su duecentoquaranta che erano a condividere il nulla di niente? A vent’anni ?  E non avere alcuna scelta  per vivere o perire ? Di essere partiti  con una messa al campo officiata da un cardinale che benediceva le armi dicendo  in omelia di combattere e tornare vincitori che Dio è con noi… mentre altri giovani di pari età assistevano ad identiche cerimonie officiate da altri prelati della stessa religione che asserivano le stesse cose attribuite allo stesso Dio ? E altri con divise diverse, altrettanto giovani, assistevano  alle stesse omelie da prelati che nel nome dello stesso Dio asserivano le medesime proposizioni ? Quanto valgono  il tempo e le sofferenze di questa vita ? e quanto vale o quanto pesa  se moltiplichiamo per milioni di volte per gli uni, gli altri, i figli, le mogli, i padri, le madri e tutti coloro che si sono trovati in un attimo in un posto sbagliato ? Ma cosa ne sanno gli attuali che vogliono modificare quella Nostra Costituzione sofferta , meditata,  scritta con e sul sangue del sacrificio di chi ci ha consegnato questa straordinaria opportunità, questa testimonianza di sacrificio, onore, sapienza, tolleranza, umanità ? SAGGEZZA.  Ma come osano, come si permettono, ed in ragione di cosa?  Riflettiamo con attenzione ed informiamoci bene prima di aderire alle miserie delle parole di una stolta vanità, quella sì senza limiti o confini, inarrivabile.  Il rispetto per tutto ciò che ho ascoltato, capito, saputo cogliere,  passa per primo nella commovente emozione di una lacrima per tutti, di un fiore per tutti, di una carezza per tutti, di una accoglienza delle volontà LORO.  Il rispetto per quel bene prezioso che hanno saputo costruire, la libertà passa solo attraverso la completa valorizzazione ed accoglienza  di quegli insegnamenti. Solo gli stolti, gli arroganti, gli incapaci, i malvagi senza albergo posso raggiungere una tale saccenza  e protervia.  Stupidi.  Quella stessa  Costituzione che recita nell’articolo undici …L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e mezzo di risoluzione delle controversie internazionali… e questi  hanno usato i  militari ed ogni tipo di arma ovunque… e vendiamo a tutto il mondo  mine anti uomo ed anti tutto nel silenzio occulto ed occultato di omertà senza onore. NON E’ BASTANTE SVENTOLARE BANDIERE ONU PER UCCIDERE UN UOMO. Non si esporta così la pace,  ma la violenza e la forza militare, né si impone, la pace e la libertà sono conquiste che ogni popolo impone a sé stesso con il sacrificio e l’intelligenza, attraverso un percorso condiviso di idee e di idealità. Nella storia “ la pax “ era quella di Roma esportata ed imposta a popoli sottomessi  con la violenza della forza, come oggi.   Smettete di barattare in nome della pace una conquista indiscriminata di terre e popolazioni,  di faide o vendette, solo nell’esclusivo  interesse commerciale, solo con un unico intendimento : massacrare i più deboli per affermare un primato dei forti. Rapinare a chi vive su cose appetite ad altri. Tutto questo in nome di due divinità che albergano altrove che non nell’Olimpo: il dio denaro ed il dio potere, due in uno, una specie di essere immondo  senza  cervello, ma con artigli guidati da una bramosia di ferocia e voracità senza pari.  Voi uomini di guerra e di interesse volete piantare le vostre bandiere ovunque calpestando per questo ogni pudore.  Allora erano Uomini che combattevano per degli ideali, ciascuno il proprio, di multiformi e diverse realtà ed estrazioni sociali, oggi ci sono invece faccendieri   che disprezzano la vita degli altri e che si battono solo per loro opportunismo. La merce nobile di scambio sempre la stessa : la vita, con una semplice,  sostanziale differenza  allora chi lottava per i propri ideali spendeva quella propria ora  invece per raggiungere il loro scopo questi  maledetti  spendono quella  nostra. Vergognatevi. La mia voce una goccia nel mare, quella di Papa Giovanni, invece un monito, diluvio inascoltato...finora. La Sua Enciclica “ Pacem  in Terris ”, dopo cinquecento anni di lotte fratricide fra le religioni, in poco tempo e per la fretta, per il poco tempo che sapeva gli restasse di vivere, indice e promuove un incontro tra diversi ma pari, in latino “ concilio “ che si traduce in tanti modi che esprimono dialogo, tolleranza, fraternità, misericordia, concordia, riunione e  altro di simile, ha posto un veto all’odio, all’intolleranza, alla guerra. Non ha posto limiti alla lotta per la conquista delle libertà. Ma invoca la pace, in tutte le sue forme ed effetti, come bene unico e supremo per potere condividere questo infinitesimo spazio di universo. Questa Enciclica è stata scritta in un momento storico molto particolare, in piena guerra fredda tra le due superpotenze di allora, e nel momento in cui un Presidente cattolico iniziava una guerra lontanissimo da casa propria, dove già i Francesi avevano fallito e perduto battaglie, guerra e dignità, ad un popolo il cui unico torto era avere idee e colore diverso nel modo di essere e di fare, un pretesto. Vigliacchi gli scopi militari e le necessità dell’industria bellica che doveva smaltire arsenali mai immaginati prima. Vigliacchi due volte. Poi il fallimento, militare ed economico fatto pagare a tutti … Ancora oggi gli effetti sulle persone continuano a bruciare pelle e coscienze. Giovanni ha capito che per placare e sconfiggere  la bestia immonda bisogna utilizzare una sola strategia , un’arma letale: la Pace, come la spada di San Giorgio o di Perseo, per questo attraverso  la tua voce  l’invocazione alta a DIO per noi tutti, Pace !!!  grazie Giovanni, per la tua intelligenza, per la tua umanità, per la tua lungimiranza e sapienza, resterai il Papa Buono in eterno e così con te anche  ciò che ci hai suggerito. Grazie.

APPELLO A COLORO CHE DISERTANO LE MANIFESTAZIONI PER IL 25 APRILE

APPELLO A TUTTI COLORO CHE INTENDONO DISERTARE LE MANIFESTAZIONI PER IL 25 APRILE IN RICORDO DELLA LOTTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE  DALL’OCCUPAZIONE NAZIFASCISTA DEL NOSTRO PAESE…RIPENSATECI…RIPENSATECI ANCORA E PARTECIPATE Stiamo assistendo a lacerazioni profonde, per faide inutili e divisive di quella UNITA’ DI POPOLO, che negli ultimi anni della seconda guerra mondiale ci ha consentito di giungere alle attuali libertà. Rivolgo questo accorato appello alla ragione, alla ragionevolezza ed alle coscienze di coloro che per scelta di opportunismo contingente, intendono girare le spalle, svoltare l’angolo e gli sguardi, infastiditi al passaggio di coloro che celebrano solennemente il sacrificio e le vite di quanti abbiano servito con onore  un Paese ed offerto a noi tutti queste attuali libertà. Rendere omaggio al movimento partigiano, nel suo eterogeneo e complesso ideologico e partecipativo, a UOMINI e DONNE, che hanno saputo arricchire di dignità e di unità, la nostra storia comune, non deve essere motivo divisivo a negarne l’onore e l’onorabilità per alcuna ragione. Esiste una ragionevolezza che lo impone al di sopra di ogni altra vile considerazione di merito giustificativo. Ripensate al vostro fare per negare l’omaggio ed il ricordo, ripensate a quel fare insolente che attenua le capacità di produrre verità e viatico unitario e che aggiunge tolleranza e rispetto, cultura ed indirizzo, per chi e coloro, nuove e vecchie generazioni di uomini, seminano nel mondo l’essere italiani, sapendo onorare con l’orgoglio della propria storia i passi futuri di un cammino solidale per tutti. Ripensate al vostro fare, ricredetevi e partecipate, sarà un segnale positivo  di civiltà che aggiungerà credito alla vostra intelligenza. Viva il 25 aprile nel cuore e nella mente di tutti, vivano le idee condivise ed estese di libertà e giustizia sociale, vivano in eterno gli esempi pur cruenti di lotta che sanno riappropriarsi di libertà e democrazia e per tutti quanti i popoli e nei tempi a venire. Viva per sempre il movimento partigiano e gli uomini liberi, che in pace ne  onorano lo spirito e sanno condividerlo ed estenderlo, affinchè anche voi possiate dire un giorno ai figli di tutti: io c’ero. Non disertate, partecipate. tullio valerio mazza       www.immaginienonsoloparole.it       La Costituzione impone il rispetto per le minoranze e le diversità culturali ma impone che siano paritari ed analoghi per tutti quanti i doveri ed i diritti sociali Il mio venticinque aprile Festa dedicato a mio padre Tonino 8Dedicado a mi Padre Tonino Yo escuchaba con paciencia y riguroso silencio las razones de todos, uno cada, un hecho, una cosa, o una razón por la manera en que se exponen, por agarre excusa decir, que. En cualquier celebración ESCUCHE discursos brazo, el resultado  de una razón dictada por el sentimiento con el que El participa y que si siente excita los que dicen, que  que oye, que lo vio parece baja la cabeza inclinada sobre el papel para leer los mensajes y absoluto quizas incluido escritos por los que hablaron, el me ESCUCHO avergonzado. Una gran cantidad de retórica, también, mentiras y varias de conveniencia para ÉTICA ferocidad MORALES y que son de dificiles comprender no esta en el partidismo del idealismo ya honrar. Escuchado celebrar El rara y de tantos sacrificios, tantos, El visto que hacer alarde de banderas de gloria que no se olvidan, un sesgo y en la mezcla martirio físico de ayer el furor con destrucción de la ética moral de la verdadera violación. Muchos caminos en las etapas de la vanidad sin ninguna substancia. Estoy en escuchar indignado ellos discursos alabando cuando ellos  firmados decretos, las leyes, PROMOVER y Hacer y aceptar acciones de guerra, participe directamente. Actua de la guerra y la masacre, Que ya dar el apoyo, tipo de los recursos de todo, Incluidos personal y el equipo, desde hace años, no puede imponer la paz, pero el sufrimiento, la muerte, y el odio a la venganza y que justifican a continuacion, en espiral de pecado  aleta de más y luto mártires. El dolor de las Familias, respetable y honorable miran nosotros ojosy tambien estos oficiantes sin verdad y e nel pecado. Señores vergüenza de hablar nell'ammannire de guerra de la paz en el altar del sacrificio y el sufrimiento tantas de las personas eliminan que el aire, el pan, el agua, el futuro. Vergüenza.Il mio venticinque aprile Festa dedicato a mio padre Tonino 10 Verguenza y disonor. El veinticinco de Abril celebramos las Liberación  y la paz de la guerra que ha sembrado miseria humana nuestra alma en la derecha, la muerte, y el sufrimiento, odio, lo que llevo los hombres en luchar Incluidos matar y es hermano y otros seres humanos. Quien parecia masacres bárbaras atrocidades y para recordar lo eterno ADVERTENCIA de arrepentimiento. No es de ningún alcalde codardía desgracia reconocer la barbarie inhumana que las guerras representan para todos. Los hombres y luego estan necesidad de vivir y sobrevivir, deje caer una manera de y en CUALQUIER lugar. Usted mantiene hablado algunos de soldados de nuestros prisioneros de uno y los otros presos en los campos de trabajo y de muerte? ¿Sabia o no, entiende como podria ser de la vida de un hombre nacido niño en 1917 y comenzo que el servicio militar en 1937 y regresò a casa es de 1946, con y complementar de dos años y medio de prisión en Alemania? Y luego regresar a casa despues de haber enterrado en la tierra de mas de doscientos compañeros suerte de sus que estaban hasta doscientos y cuarenta compartir en absoluto nada? A veinte años? Y no tienes que más remedio vivir o morir? Iniciar pará con un campo celebrado una messa para un cardenal bendijo que las armas, diciendo en su homilia luchar y matar otros y volver ganadores que dios con nosotros que està ... MIENTRAS que otros jóvenes de misma edad y en una identica ceremonia asistido idénticos oficiados por de otros sacerdotes religión misma afirmaban atribuídas el mismas cosas que Dios hasta mismo? Y Otras soldados otra, igualmente perfecto joven, asistieron en las mismas homilias prelados por que en nombre del Dios Mismo reclamaban proposiciones las mismas? Digno hijo de el tiempo y el sufrimiento de esta vida? Digno y lo que es o cuánto pesa usted multiplicamos millones de veces parrafo ALGUNOS, otros, HIJOS, esposas, padres, madres y de todos aquellos que han encontró un mismos instantánea en si es  lugar equivocado? Pero, ¿Qué es lo que saben quieren que passa de la Constitución sufrio real nuestro, meditar, y sangre y escritos con el sacrificio de aquellos que nos dios esta extraordinaria oportunidad, este presenciar y sacrificio, y el honor, la sabiduría, la tolerancia , la humanidad? Sabiduria. Pero, ¿como se atreven a, ¿como se atreven, y por qué? Vamos a pensar con aire cuidado con los busque informado ser y los antes de las adherirse miserias de las palabras de vanidad un tonto, que el pecado ni eso limites. ni fronteras, inalcanzables. El respeto por lo que TODO el escuchado, entendido, comprendido, primeros pasos en la emoción de un desgarro en movimiento de para todos, para todos de una flor, una caricia PARA TODOS, una gran cantidad de voluntades Ellos. El respeto de la tolerancia, que preciosa mercancía ! Construir han sido de capaces, la libertad, pasa sólo través mejora y completar la hospitalidad de los sufrimiento y saber. Enseñanzas. Sólo los tontos, arrogantes los, los trabajadores no calificados, los impíos ningún cuentos pueden lograr v hotel de saccenza y arrogancia. Stupid. Esa misma Constitución, establece que en el artículo 11 ... Italia repudia la guerra como instrumento de agresión y de la ONU promedio de solución de las controversias INTERNACIONALES y si de han utilizado ... Todo tipo de Armas y militares por todas contradictorio ... vendemos y las minas terrestres en todo el mundo contra el todo en silencio y oculta conspiración oculta de silencio y el honor y el pecado. NO es bastante banderas de ONU para matar a un hombre. Desde exportar así la paz, pero la violencia y la fuerza militar, no se impone ni, La paz, ny la libertad, que son los logros caen impone con el pueblo y sacrificarás la inteligencia, traves de las ideas y uñas Ideales compartidos. En el la historia la "Pax", fue Roma que exporto y pulso en sobre los pueblos conquistados por la violencia de la fuerza, Hoy como. Hoy lo mismo. Deje de comercio en el nombre de la paz un logro indiscriminada de tierra y poblaciones, peleas o venganza, solo en el interes exclusivo comercial entre intención: masacre de los debiles parrafo afirmar la primacía de los fuertes. Rob en otras viven los que cosas apetito. ESTO todo en el nombre de dos deidades que habitan en otras de partes que en el sacro Olympus: el dios del dinero y el poder de la fuerza, uno dos de cada, una especie de absurdo inmundo animale, pero con una lujuria garras accionadas por la codicia y ferocidad pecado igual. Ustedes, hombres y de guerra y de interés que DESEA bandera es de todas contradictorio plantar pisotear que por toda la vergüenza. Los hombres eran luchando por los ideales, y suyo cada uno de variadas y diferentes sectores de la vida y diferente filosovia de vida y color, la realidad, hoy en día que hay fijadores desprecian de la vida y otros que estan luchando sólo por su oportunismo. El intercambio el mismo de siempre noble mercancías: la vida, con una simple diferencia importante entonces que ESTABA luchando por sus ideales que el paso do tiempo en lugar de lograr. El propósito de estós malditos gastán nuestros. Vergüenza. Mi voz es una gota en el Oceano, el de Juan XXXIII, en lugar de una ADVERTENCIA, inundaciones ... desatendidos hasta ahora. En la Encíclica "Pacem in Terris" despues de milcincocientos años de conflicto fratricida entre las religiones, en un pequeno tiempo,  por el poco tiempo, que El conocia quedarse a vivir, y índice promueve un encuentro entre diferentes pero iguales, un CONCILIO  "Consejo" que resultados de la búsqueda de los muchas maneras que el expresan diálogo, la tolerancia, la fraternidad, la misericordia, la armonía, la satisfacción y de otro semejante, tiene vetado y el odio, la intolerancia y la guerra. El puesto tiene una lucha por la libertad de ningún combinación ganadora límite bis. Pero pide por la paz, en todas sus formas y efectos, Asi Único y poder de compartir este espacio universo infinitesimal supremo. Encíclica FUE escrito en esta muy un momento particular de la historia, durante la Guerra Fría entre las dos superpotencias de la epoca, y cuando un presidente  catolico comenzo una guerra lejos de casa, donde los franceses ya habia perdido y fracasado batallas, la guerra y dignidad , contra un pueblo cuyo unico delicto fue  tomar las ideas de colores y diferente en la forma de ser y de HACER, un pretexto. Cobardes multas militares y las necesidades de la industria de las armas los que nunca los antes habia imaginado arsenales para matar los hombres. Cobardes dos veces. LUEGO del fracaso, militar y económico pagana y nada ... Hoy en día los efectos sobre las personas quemar siguen la piel y las conciencias incluido. John XXIII entiende que apaciguar derrota y la falta dębe bestia utilizar un solo de estrategia, un arma letal: la paz, Como la espada de San Jorge o Perseo, por esto a través de Su Voz alta invocación a Dios por todos nosotros, Paz !!! Juan, gracias, por su comprension, por su humanidad, por su previsión sabiduría, y el Papa bueno seguirá siendo siempre buena y asi con ustedes TAMBIEN HEMOS lo que sugerido. Para toda la eternidad.             Gracias. OMAGGIO A MIO PADRE TONINO, non tutti sanno, non tutti hanno saputo…che fondò il sindacato di categoria IL PICCOLO COMMERCIO che si trasformò poi in CONFESERCENTI e che ne fu pure presidente nazionale dei pensionati (FIPAC). Scampati i pericoli, avuta salva la vita, ritornati a casa dopo l’ultima guerra, quasi trentenni, l’età dei laureati di oggi, questi uomini pensavano alla ricostruzione di quelle macerie che l’odio tra i popoli aveva disseminato ovunque si posasse lo sguardo di quelle  sillabe di nero vocabolario. Avevano memoria, avevano speranze, avevano sogni, avevano ideali. Tra questi, uno, mio padre, origini contadine e cultura solo appresa dall’esperienza di vita, pur breve ma intensa per quegli otto anni e mezzo recalcitranti in divisa, di diversi colori ed all’obbedienza a diversi padroni e padroni diversi. La guerra, una bestia feroce ed immonda che ti costringe a viaggiare per il mondo pretendendo per pedaggio il prezzo più alto di cui ognuno possa disporre, come darle torto se il valore assoluto che chiede in cambio  è pure unico ed irripetibile, tanto però da restituire in valori assoluti, almeno quanto lo scrivere un romanzo esclusivo, senza ripensamenti per periodi o grammatica, dei giorni e delle notti di e per tutta la tua vita?. Venivano da un tempo infinito del giocare ogni giorno a dadi con la morte, sopravvivendole sempre, ingannandola qualche volta,  risultava ora un gioco “da ragazzi” di un piacere infinito quello di scherzare tra loro in ogni fare, in pace, dando quotidianamente del tu alla vita. Memorie, speranze, sogni, fare, RISORGERE, ricostruire, costruire. Molti od alcuni soltanto, in quei  tristissimi anni, avevano tratto profitto da una attività di commercio legale e non, si erano confrontati e compreso che se per sopravvivere avevano esercitato arti ed artigianalità non sopportabili eticamente ma che aveva loro reso la vita in un periodo triste e buio, non esorcizzabile per volontà, ognuno avrebbe dovuto e potuto amministrarsi da sé con migliorata efficacia in un tempo di pace e di prosperità diversa ed aggiunta. Il mercato nero di un commercio inumano ha prodotto vittime e carnefici, iniquità ed ingiustizie e tanto altro di peggio della immoralità non menzionata, bisognava porvi rimedio e dare dignità nuova a forme commerciali e scambio di beni tra persone, che generasse benessere, non sofferenze od altro:  farò un sindacato per il commercio ed i commercianti, darò dignità ad un lavoro che la guerra a propria somiglianza ha reso brutale, così con pensieri nella mente, mio padre  lo fece per  davvero. Lo realizzò insieme a pochi altri, fondò quel sindacato di commercianti al dettaglio, lo chiamò allora PICCOLO COMMERCIO,  nel tempo trasformato, incrementato  ed esteso con il nome di CONFESERCENTI.  La prima sede fu inaugurata nelle città di Cesena e da qui diffuse in tutta la penisola. Restarono i presupposti ed i principi con i quali fu concepita e sorretta quella prima associazione di pionieri volenterosi, attenti, adeguati, onesti. Il primo ragioniere fu scelto ed imposto da mio padre a tutti gli altri, pur personaggi stimatissimi ed influenti della politica nazionale, individuato tra i giovani diplomati al Renato Serra, Testimone di Geova, (parchè   in vota e in roba) perché non votano e non rubano, a garantire una neutralità di opportunità di accesso e serietà per tutti quanti avessero idealità e militanza politica contrapposta. A mio modo di vedere un genio ed una genialità assoluta per tolleranza, sagacia e rispetto delle opportunità ed a discapito di interessi individuali o di parte o di orti amicali, lasciando aperta una porta per tutti.  Erano anni dove lo scontro ideologico era particolarmente ostico ed acceso ed avere amalgamato insieme nella stessa organizzazione soci di eterogenee provenienze ed appartenenze ideali, militanti e non con tessere di partito “nemici” tra loro era già un viatico importante per il successo che ottenne. Ripeto, sono di parte ed interessato, ma reputo un genio e tanto altro l’intelligenza di colui che genera tolleranza, rispetto, amicalità, successo nel fare e per averlo generato così da se stesso senza suggeritori, in alterco con altri che ingenerosamente e pure sbagliando  lo hanno considerato “colui che fa gli interessi degli altri” e non i “nostri”, quando invece non capivano che portare avanti “l’interesse” di tutti esercitava azioni adeguate ed innalzava così con generosità la qualità e le opportunità per tutti e senza confini. Il tempo passò velocemente e persone avvicendarono persone e fu premiato, ne fu già da pensionato pure presidente nazionale, ma questa è un’altra storia con aneddoti inconsueti che vi narrerò in future occasioni. Per ora saluto affettuosamente quel “mio” presidente nazionale che con orgoglio grande mi ha sempre suggerito che sapere dare è atteggiamento straordinariamente superiore al ricevere, o al dovere restituire (le mei a dae, canè avoi da dae) preghiera che rivolgo agli attuali ed altri amministratori di organizzazioni politiche, sociali e del  fare. Tali le parole e volontà del socio fondatore della Confesercenti, abbiatene cura o diversamente almeno abbiatene conoscenza. Un figlio che ricorda e che scrive a memoria. MI SCUSI SIGNORE LEI FA IL DOTTORE ? si ! ALLORA IMPIEGHI OGNI SUA ENERGIA A CURARE L’IGNORANZA NELLA TESTA DEL PROSSIMO C’E’ SPERANZA E RIMEDIO, SI PUO’ GUARIRE, rinunci e non sprechi tempo ed energie a curare L’IGNORANTEZZA questa è senza rimedio ANCHE SE RADICA COME LA GRAMIGNA…non c’è diserbante semente para crecer…nao ao vemnenos fertilizzanti per vivere non veleni                   www.immaginienonsoloparole.it                    Affido alla memoria il valore che rappresentano Affido alle coscienze le verità che racchiudono Affido alle intelligenze la via che indican GUERRE MAI PIU’ tullio valerio mazza I entrust the value they represent to the memo I entrust to the consciences the truths that they conta I entrust to the intelligences the way that they indicate WARS NEVER more tullio valerio mazza