Fortuna cieca…anzi no, non sempre e non per tutti

Fortuna cieca…anzi no, non sempre e non per tutti

Fortuna cieca...anzi no, non sempre e non per tutti

Rimini, li 10 maggio 2008  Oggi sono felice. Una delle ragioni di ciò, il fatto che nei sogni della notte sia stato visitato da una vecchia, anziana istitutrice di nome Sapienza. Con determinazione desiderava confidarmi un suo segreto, affidatole a sua volta, da una sua carissima amica e collega di nome Fortuna. Mi sono interrogato più volte sul fatto che fossi proprio io e perché, il destinatario di tale straordinaria ed inusuale esternazione, poiché non ne sono mai stato allievo prediletto, riconosco inoltre, di non avere avuto mai particolari meriti, ma tant’è, i sogni rappresentano il libero pensiero di intelligenze erranti ed errabonde, che al pari dei fulmini di un temporale, colpiscono a caso ovunque e chiunque senza distinzioni o colpe, o meriti, senza alcun demerito o ragione, mi sono talmente incuriosito da impormi di ricordarlo al risveglio,  ad ogni costo e di non intimorirmi per l’eventuale contenuto. Così ora caro Mister, proprio perché tale rivelazione si attaglia perfettamente al nostro rapporto umano e di lavoro, per gli straordinari risultati conseguiti e proposti, sento anche la necessità di raccontarlo. Svelando e rivelando, pertanto una verità per tutti. La Signora Fortuna, come la Dea della mitologia che si copriva sempre lo sguardo, facendo ritenere a ciascuno di essere cieca e non vedente, in realtà, ciò rappresentava una sua difesa, una propria intima ed estrema capacità di riservatezza, un alibi al fatto di potere mantenere la possibilità di restare celata e sconosciuta ai più. Palesemente occultata deliberatamente, per scelta e non per merito. Poteva così essere ritenuta incapace a scegliere, a potere discriminare deliberatamente, tanto che poteva in tal modo carpire, le volontà, i gesti, le intenzioni di ognuno, premiare o negare, senza che ne avesse attribuiti demeriti, ostilità o tanto altro, potendo così agire in tutta delicata libertà e discrezione. Un piacere del tutto personale, senza scatenare sempre possibili ritorsioni. Non vedenti o ciechi nel non saperla così riconoscere, tutti quanti coloro che sì, essi ciechi davvero ed in tutti i sensi, risultavano coloro che non sapevano interpretare le differenze tra uno sguardo celato da un velo e la cecità vera di chi non comprende od intuisce, le differenze tra le opportunità, le qualità, le temperanze celate da un velo e le veritiere, reali intenzioni, corrette forme ed opportune verità. A premiare o negare qualcosa, non a caso come ritenuto, ma secondo merito, come praticato. Non Lei cieca, bensì travisata deliberatamente, noi invece ciechi o non vedenti, così stoltamente impossibilitati a riconoscerla. Non tutti però sono fuorviati dalla signora Fortuna, ma tengono per sé stessi un tale segreto. In questi anni di lavoro comune, dentro e fuori lo spogliatoio, ho avvertito esortazioni benevoli, tolleranti, ostili e non, provenienti da tribune, curve, strada, persone, dalle quali ho colto solamente una passione cieca e fluttuante, solo per un attaccamento morboso ai colori biancorossi, pure lodevole ed encomiabile testimonianza di affetto, ma mai altruista abbastanza, nei confronti di chi, come lei caro Mister, ordito e trama della nostra squadra e che ne impersona e confeziona la stoffa. Ha sempre dimostrato di fare prevalere le ragioni della conoscenza, con tollerante fermezza, portando oltre, molto oltre ogni immaginazione le bandiere del risultato sportivo. Non il volere accanito, il pretendere, sterilmente, fine a se stesso, come l’urlo isolato che invoca od impreca, di una curva che sbotta, ma il lavoro sapiente espressione di capacità che porta ad una meta con metodo, con costante attivazione di intelligente opportunità e che lancia in alto finalizzazioni oltre ogni impensabile qualità e meta. In alto, come gli aquiloni della spiaggia di maggio, intrepidi al vento, nel sole che tinge. Preso dalle allegorie, quasi dimenticavo la fine del sogno e la rivelazione del segreto di questo per tutti, che pure la riguarda, caro Mister, che pure interessa tutti coloro che leggessero queste ultime righe: “ La vecchia, anziana istitutrice Signora Sapienza e la sua carissima amica e collega, Signora Fortuna, sono la medesima persona !!! “ “ La vecchia, anziana istitutrice Signora Sapienza e la sua carissima amica e collega, Signora Fortuna, sono la medesima persona !!! “ chi l'avrebbe mai detto ? Grazie di tutto, caro Leo…ed arrivederci.       valerio www.immaginienonsoloparole.it   La VERITA' rende liberi la CONOSCENZA capaci saper scegliere, FORTI VOTARE alimenta civiltà Non Lei cieca, bensì travisata deliberatamente, noi invece ciechi o non vedenti, così stoltamente impossibilitati a riconoscerla Fortuna cieca...anzi no, non sempre e non per tutti   www.immaginienonsoloparole.it

Blind luck ... no, not always and not for everyone

Rimini, 10 May 2008  Today I am happy. One of the reasons for this is the fact that in the dreams of the night was visited by an old, elderly teacher named Sapienza. With determination he wanted to confide his secret, entrusted to her by a dear friend and colleague named Fortuna. I asked myself several times about whether I was really me and why, the recipient of this extraordinary and unusual expression, since I have never been a favorite student, I also recognize that I have never had particular merits, but so much so, dreams they represent the free thought of wandering and wandering intelligences, which, like the thunderstorms of a thunderstorm, strike at random everywhere and anyone without distinctions or faults, or merits, without any demerit or reason, I was so intrigued to force myself to remember it when I awoke, at any cost and not to intimidate me for any content. So now dear Mister, just because this revelation is perfectly suited to our human and work relationship, for the extraordinary results achieved and proposed, I also feel the need to tell it. Unveiling and revealing, therefore, a truth for everyone. Mrs. Fortuna, like the goddess of mythology who always covered her eyes, making everyone feel blind and blind, in reality, this represented her defense, her own intimate and extreme capacity for privacy, an alibi to the fact of be able to keep the possibility of remaining hidden and unknown to most people. Clearly concealed deliberately, by choice and not by merit. It could thus be considered unable to choose, to be able to discriminate deliberately, so much so that it could thus steal, the wills, the gestures, the intentions of everyone, reward or deny, without having attributed demerits, hostility or much more, thus being able act in all freedom and discretion. A completely personal pleasure, without always triggering possible retaliation. Blind or blind in not knowing how to recognize it, all those who yes, they blind really and in every sense, were those who did not know how to interpret the differences between a look concealed by a veil and the true blindness of those who do not understand or understand , the differences between the opportunities, the qualities, the temperaments hidden by a veil and the truthful ones, real intentions, correct forms and opportune truths. To reward or deny something, not surprisingly as deemed, but according to merit, as practiced. Not you blind, but deliberately misrepresented, we blind or blind, so stubbornly unable to recognize it. Not all of them are misled by Mrs. Fortuna, but they hold such a secret for themselves. In these years of common work, inside and outside the locker room, I have heard benevolent, tolerant, hostile and non-hostile exhortations, coming from tribunes, curves, streets, people, from which I have only caught a blind and fluctuating passion, only for a morbid attachment. to the colors red and white, also praiseworthy and commendable testimony of affection, but never altruistic enough, towards those who, like you dear Mister, warp and plot of our team and that impersonates and makes the fabric. He has always shown that the reasons for knowledge prevail, with tolerant firmness, bringing the flags of sporting results beyond, beyond imagination. Not the wanting, the demanding, sterile, end in itself, like the isolated scream that invokes or swears, of a bursting curve, but the skilful work of expression that leads to a goal methodically, with the constant activation of intelligent opportunities and which launches high goals beyond any unthinkable quality and goal. At the top, like the kites of the May beach, intrepid in the wind, in the dying sun. Taken from allegories, I almost forgot the end of the dream and the revelation of the secret of this for everyone, which also concerns you, dear Mister, who also interested all those who read these last lines: "The old, elderly teacher Signora Sapienza and her dear friend and colleague, Mrs. Fortuna, I am the same person !!! " " The old, elderly teacher Signora Sapienza and her dear friend and colleague, Madam Fortuna, are the same person !!! " who would have thought ? Thank you for everything, dear Leo ... and goodbye. valerio www.immaginienonsoloparole.it   TRUTH frees up KNOWLEDGE knowing how to choose, FOROTIC VOTES feeds civilization Not you blind, but deliberately misrepresented, we blind or blind, so foolishly unable to recognize blind fortune ... no, not always and not for everyone story of tullio valerio mazza
racconto di tullio valerio mazza