Esiste una violenza più grande della morte,la miseria,l’abbandono: l’indifferenza

Esiste una violenza più grande della morte,la miseria,l’abbandono: l’indifferenza

Esiste una violenza più grande della morte,la miseria,l'abbandono: l'indifferenza

Sei un osservatore acuto, attento ed informato Massimo Zanzani Showroom. In tutto questo mio peregrinare sul web, da anarchico delle idee e delle sudditanze, ho avuto molte porte, portoncini, salotti, chiusi e preclusi da ostili atteggiamenti ideali. Molti altri portoni e saloni, appartenenti a diverse lingue ed intelligenze, invece si sono spalancati. Così è la vita, amico mio, c'è chi va e chi viene, chi resta o se ne và, ne ho contezza e ragione. Ognuno di loro conosce per certo il mio stile: tenero con i giusti ed inflessibile con gli stolti, una parola buona per chiunque da innocente subisca vessazioni ed una stilettata dialettica a tutti i boccaloni senza vergogna. A presto, tu hai fatto centro.

There is greater violence than death, misery, abandonment: the indifference. Persone, esseri umani che lottano ogni giorno con la fame, la precarietà della vita, le ostilità, l'abbandono, la miseria: l'indifferenza

tullio valerio mazza www.immaginienonsoloparole.it

EDUCARE A VEDERE non a guardare solamente, sfogliare, commentare distrattamente, passare oltre, non servono occhi, ma neuroni tvm

Un SEGNALE di civiltà la cultura del rispetto per la vita MIGRANTI

...e sognarono di arrivare. Jader Bonfiglioli un artista moderno, con l'arte del suo pensiero e della sua opera MIGRANTI ci ha voluto ammonire sui valori della vita e riflettere con attenzione alle insidie che covano. Al pari ed a differenza del Pascoli, che nella poesia del X Agosto canta una rondine ferita che muore, analogamente Jader le sue rondini, quei balestrucci avvolti nelle onde, non hanno ancora costruito quel nido al quale quello pascoliano ne spegne suo malgrado, il pigolio pian piano... queste tue rondini MIGRANTI Jader spezzano il loro volo sul mare fino a berne involontariamente il sale, quello che ne  provoca la morte, ma che altrimenti ed in altro contesto condisce il valore, dando sapore alla vita di ognuno. Tu lo invochi, con un urlo altissimo per la vita e per tutti tanto da poterla riempire di profumi e di "sale". La sapienza del vivere per dare un senso anche a quelle che.. "e sognarono di arrivare." IL SUO E' UN GRIDO, UN INVITO ALLA VITA, UN URLO POTENTE CONTRO L'INGIUSTIZIA, UN INNO ALLA SOLIDARIETA' ED UMANITA'. L'arte, gli artisti, con la loro sensibilità e profondità di pensiero, non possono riciclare la vita, ma rinnovarla ed innovarne i valori, questo a loro è possibile e concesso, a noi capire, ascoltare, seguire, invece od ancora. ....E SOGNARONO DI ARRIVARE...un ritratto di morte che ci parla ed invita alla vita. Una denuncia sferzante alle ostilità per gli esseri umani, una ferita lacerante dell'anima per chi ama il prossimo di qua ed aldilà di un qualsiasi mare.  Grazie infinite Jader per questa tua opera moderna di cultura antica, per la vita di tutti. tullio valerio mazza  www.immaginienonsoloparole.it

Un SEGNALE di civiltà la cultura del rispetto      tullio valerio mazza

Un SEGNALE di civiltà la cultura del rispetto. Se pure le Amministrazioni pubbliche non disponessero di risorse per allestire una tale segnaletica per gli stalli dei posteggi per le persone diversamente abili, diamo noi una mano nella divulgazione sul web ad incentivarne la conoscenza e la cultura del rispetto, per lo spirito propositivo ed etico che contiene e rappresenta    www.immaginienonsoloparole.it #iononlemandoadire tullio valerio mazza immagini e non solo parole tullio valerio mazza www.immaginienonsoloparole.it

Un SEGNALE di civiltà la cultura del rispetto. Se pure le Amministrazioni pubbliche non disponessero di risorse per allestire una tale segnaletica per gli stalli dei posteggi per le persone diversamente abili, diamo noi una mano nella divulgazione sul web ad incentivarne la conoscenza e la cultura del rispetto, per lo spirito propositivo ed etico che contiene e rappresenta. tullio valerio mazza www.immaginienonsoloparole.it L'Unità, quando costava novanta lire ed un litro di super 145 NON era questo il giornale di oggi, ma la testata era proprio questa e non così, era nera ma più rossa, ora è rossa molto più nera, quando nelle due estati del 1974 e del 1975 da studente universitario diffondevo l'Unità ogni mattina sulla spiaggia di Cesenatico zigzagando tra gli ombrelloni  muovendomi a pettine, da Zadina fino alla via Zara, allora ultimo stabilimento e poi ritornavo indietro per linea diretta sulla battigia, fino a quella 500 grigio topo, parcheggiata all'ombra della Guardia di Finanza, dopo avere bevuto il solito chinotto a riprendere vigoria. Diffondevo la media di circa 120 giornali ogni mattina, partivo con 200, posti in due borse la metà per parte, che oltre dai manici reggevo anche contemporaneamente a tracolla. Vi assicuro che 200 giornali erano pesanti, la strada tanta, la fatica di più, ma la gioa di vedere leggere sotto l'ombrellone il "mio" giornale mi rendeva felice più del peso che si alleggeriva ed il guadagno da reinvestire in tasse scolastiche ed affitti di casa. Questo di ora non è più il "mio" giornale che mi ha arricchito la vita, non trovo più quella fierezza nei caratteri della tipografia nè nei redattori, nè nei giornalisti, mi accontento di rileggere ogni tanto qualche elzeviro che amo ancora per scusarmi verso gli scrittori che hanno lasciato indelebili tracce e profonde nella saggezza e nella virtù di una sinistra che non c'è ormai più. There is greater violence than death, misery, abandonment: the indifference      
  • tullio valerio mazza

    EDUCARE A VEDERE
    non a guardare solamente, sfogliare, commentare distrattamente, passare oltre, non servono occhi, ma neuroni tvm