DRAGONCELLO O DRACUNCULUS VULGARIS IL FIORE PIU’GRANDE DEL MONDO

DRAGONCELLO O DRACUNCULUS VULGARIS IL FIORE PIU’GRANDE DEL MONDO

DRAGONCELLO O DRACUNCULUS VULGARIS IL FIORE PIU'GRANDE DEL MONDO  
Dracunculus Vulgaris o Dragoncello    www.immaginienonsoloparole.it     mi presento : sono il fiore più grande al mondo, mi chiamo "dragoncello" nome scientifico "dracunculus vulgaris", abito nel giardino del proprietario di questo blog rimango fiorito per alcuni giorni nel mese di giugno, poi riposo fino al prossimo anno, ma vi lascio un primato, sono il fiore più grande al mondo !    
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mi presento : sono il fiore più grande al mondo, mi chiamo "dragoncello" nome scientifico "dracunculus vulgaris", abito nel giardino del proprietario di questo blog, rimango fiorito per alcuni giorni nel mese di giugno, poi riposo fino al prossimo anno, ma vi lascio un primato, sono il fiore più grande al mondo ! 
Dracunculus Vulgaris o Dragoncello    www.immaginienonsoloparole.it     mi presento : sono il fiore più grande al mondo, mi chiamo "dragoncello" nome scientifico "dracunculus vulgaris", abito nel giardino del proprietario di questo blog rimango fiorito per alcuni giorni nel mese di giugno, poi riposo fino al prossimo anno, ma vi lascio un primato, sono il fiore più grande al mondo !     DRAGONCELLO O DRACUNCULUS VULGARIS IL FIORE PIU'GRANDE DEL MONDO OMAGGIO A MIO PADRE TONINO, non tutti sanno, non tutti hanno saputo…che fondò il sindacato di categoria IL PICCOLO COMMERCIO che si trasformò poi in CONFESERCENTI e che ne fu pure presidente nazionale dei pensionati (FIPAC). Scampati i pericoli, avuta salva la vita, ritornati a casa dopo l’ultima guerra, quasi trentenni, l’età dei laureati di oggi, questi uomini pensavano alla ricostruzione di quelle macerie che l’odio tra i popoli aveva disseminato ovunque si posasse lo sguardo di quelle  sillabe di nero vocabolario. Avevano memoria, avevano speranze, avevano sogni, avevano ideali. Tra questi, uno, mio padre, origini contadine e cultura solo appresa dall’esperienza di vita, pur breve ma intensa per quegli otto anni e mezzo recalcitranti in divisa, di diversi colori ed all’obbedienza a diversi padroni e padroni diversi. La guerra, una bestia feroce ed immonda che ti costringe a viaggiare per il mondo pretendendo per pedaggio il prezzo più alto di cui ognuno possa disporre, come darle torto se il valore assoluto che chiede in cambio  è pure unico ed irripetibile, tanto però da restituire in valori assoluti, almeno quanto lo scrivere un romanzo esclusivo, senza ripensamenti per periodi o grammatica, dei giorni e delle notti di e per tutta la tua vita?. Venivano da un tempo infinito del giocare ogni giorno a dadi con la morte, sopravvivendole sempre, ingannandola qualche volta,  risultava ora un gioco “da ragazzi” di un piacere infinito quello di scherzare tra loro in ogni fare, in pace, dando quotidianamente del tu alla vita. Memorie, speranze, sogni, fare, RISORGERE, ricostruire, costruire. Molti od alcuni soltanto, in quei  tristissimi anni, avevano tratto profitto da una attività di commercio legale e non, si erano confrontati e compreso che se per sopravvivere avevano esercitato arti ed artigianalità non sopportabili eticamente ma che aveva loro reso la vita in un periodo triste e buio, non esorcizzabile per volontà, ognuno avrebbe dovuto e potuto amministrarsi da sé con migliorata efficacia in un tempo di pace e di prosperità diversa ed aggiunta. Il mercato nero di un commercio inumano ha prodotto vittime e carnefici, iniquità ed ingiustizie e tanto altro di peggio della immoralità non menzionata, bisognava porvi rimedio e dare dignità nuova a forme commerciali e scambio di beni tra persone, che generasse benessere, non sofferenze od altro:  farò un sindacato per il commercio ed i commercianti, darò dignità ad un lavoro che la guerra a propria somiglianza ha reso brutale, così con pensieri nella mente, mio padre  lo fece per  davvero. Lo realizzò insieme a pochi altri, fondò quel sindacato di commercianti al dettaglio, lo chiamò allora PICCOLO COMMERCIO,  nel tempo trasformato, incrementato  ed esteso con il nome di CONFESERCENTI.  La prima sede fu inaugurata nelle città di Cesena e da qui diffuse in tutta la penisola. Restarono i presupposti ed i principi con i quali fu concepita e sorretta quella prima associazione di pionieri volenterosi, attenti, adeguati, onesti. Il primo ragioniere fu scelto ed imposto da mio padre a tutti gli altri, pur personaggi stimatissimi ed influenti della politica nazionale, individuato tra i giovani diplomati al Renato Serra, Testimone di Geova, (parchè   in vota e in roba) perché non votano e non rubano, a garantire una neutralità di opportunità di accesso e serietà per tutti quanti avessero idealità e militanza politica contrapposta. A mio modo di vedere un genio ed una genialità assoluta per tolleranza, sagacia e rispetto delle opportunità ed a discapito di interessi individuali o di parte o di orti amicali, lasciando aperta una porta per tutti.  Erano anni dove lo scontro ideologico era particolarmente ostico ed acceso ed avere amalgamato insieme nella stessa organizzazione soci di eterogenee provenienze ed appartenenze ideali, militanti e non con tessere di partito “nemici” tra loro era già un viatico importante per il successo che ottenne. Ripeto, sono di parte ed interessato, ma reputo un genio e tanto altro l’intelligenza di colui che genera tolleranza, rispetto, amicalità, successo nel fare e per averlo generato così da se stesso senza suggeritori, in alterco con altri che ingenerosamente e pure sbagliando  lo hanno considerato “colui che fa gli interessi degli altri” e non i “nostri”, quando invece non capivano che portare avanti “l’interesse” di tutti esercitava azioni adeguate ed innalzava così con generosità la qualità e le opportunità per tutti e senza confini. Il tempo passò velocemente e persone avvicendarono persone e fu premiato, ne fu già da pensionato pure presidente nazionale, ma questa è un’altra storia con aneddoti inconsueti che vi narrerò in future occasioni. Per ora saluto affettuosamente quel “mio” presidente nazionale che con orgoglio grande mi ha sempre suggerito che sapere dare è atteggiamento straordinariamente superiore al ricevere, o al dovere restituire (le mei a dae, canè avoi da dae) preghiera che rivolgo agli attuali ed altri amministratori di organizzazioni politiche, sociali e del  fare. Tali le parole e volontà del socio fondatore della Confesercenti, abbiatene cura o diversamente almeno abbiatene conoscenza. Un figlio che ricorda e che scrive a memoria.