Dario Fo addio nobile menestrello di pace e grazie

Dario Fo addio nobile menestrello di pace e grazie

Dario Fo addio nobile menestrello di pace e grazie per come a volte risulta strana la vita IMG_4922.JPG VALORI IDEALI SEMINATI CON IL VENTO CALDO DI UN ONESTO SAPERE ED OVUNQUE Ci siamo conosciuti all'esordio della mia prima giovinezza, in un teatro ad Urbino, per una denuncia morale, politica, sociale che si svelò poi anticipatrice di acclarata verità storica, alla rappresentazione con la Signora Franca dello spettacolo di denuncia MORTE ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO DEFENESTRATO. Un'ultima carezza invece  a Cesenatico ad un incontro per affermare le ragioni del No al Referendum, alcune settimane addietro, proprio a fine estate ed  al tramonto dell'ultima mia giovinezza. Come è strana a volte la vita, quando il GRAMELOT delle passioni ideali scandisce pure le analoghe ragioni del cuore e di un tempo comune. Grazie MAESTRO per tutto quanto sia stato insegnato e recepito a colmare vuoti di sapienza ed intelletto. Ora i grandi della storia e della cultura hanno un amico in più nelle immense praterie del cielo, con il quale apprendere in GRAMELOT tanti VALORI IDEALI SEMINATI CON IL VENTO CALDO DI UN ONESTO SAPERE ED OVUNQUE.  Buon viaggio Maestro,  arrivederci Dario                          valerio  tullio mazza                                                                  www.immaginienonsoloparole.it                                                                                                    Vendere l’arte per comicità o capacità artistiche serve per alimentare il vivere, la propria visibilità e credibilità nel sapere fare, indi sopravvivere nei ricordi di tanti, MA VENDERSI L’ANIMA PER DENARO non serve ad assere dimenticati O DERISI ma ad ESSERE RICORDATI COME CODARDI OD IMBELLI senza morirne mai   www.immaginienonsoloparole.it   Stai sereno…non ha ancora risposto, stai serena…non ha ancora risposto, così un amico ristoratore fiorentino un poco spazientito, mi ha sollecitato a divulgare piccole varianti con contorno referendario per il nuovo menù autunnale: “IL RIBOLLITO” e “LA RIBOLLITA”,…state sereni…stavolta ho tempo, matita in mano attendo ordinazioni, aspetto pure pazientemente, in cucina sono già in fermento…pensano anche a ribolliti misti ma non spacchettano ancora…no ancora NO…state sereni  www.immaginienonsoloparole.it   Il Giuramento Come le piume vanno dove le reca il vento, le idee corrono verso ognuno di noi per essere coltivate ed estese, comprese, arricchite, confutate ed altrettanto divulgate o regalate. Oggi, 2 giugno, sono a Ravenna ad incontrare amici, estendere ed arricchire sentimenti, meditare sul passato per comprendere come arricchire “un” futuro ed a soffiare sul vento delle riflessioni. Passato l’eco delle fanfare ad inneggiare con enfasi alla Repubblica, il mio sguardo si sofferma su una lapide posta all’ingresso del Palazzo Comunale che cita il risultato elettorale con 88% a scelta repubblicana, straripante quel 2 giugno 1946 in questa città, senza emuli così elevati altrove. Singolare risultato politico per una città che resistette e sopravvisse per oltre mille anni come capitale di e ad un impero romano da cui trasse origine e lo perpetuò, che implose solo per la vittoria militare di Maometto II a Costantinopoli, rifacendola Bisanzio. Ma ancora maggiormente significativa, per confrontare fatti ed idee per altri aspetti e diversi della politica attuale, una ispirazione a comportamenti e scelte, svoltato l’angolo a pochi passi: la tomba di Dante Alighieri. Un Uomo, fuggiasco, un profugo politico, rinnegato in patria, ribelle, cacciato da Firenze pena la morte, vive di carità e sopravvive altrove assaporando il sapore di quel sale, salendo e discendendo più volte e ripetutamente le altrui scale, come ebbe a scrivere con caratteri immortali tali sue amarezze e vicissitudini di vita da profugo, politico e culturale, come tanti oggi ed ancora. Analogamente e simmetricamente un altro esempio di altrettanta umanità che intreccia i passi sulle medesime strade, Giuseppe Garibaldi, il rivoluzionario, fuggiasco e bandito, che ci ha lasciato e consegnato la gloria immortale del Rinascimento Rivoluzionario Risorgimentale che ha saputo ricucire le maglie sdrucite del nostro Paese, rifacendolo e chiamandolo ancora una volta Italia. Sarà un tragico evento del destino soltanto che proprio qui, abbia pure lasciato sepolto l’affetto più caro, una testimonianza ed un monito, quello della moglie Anita con la quale ha condiviso Rivoluzioni e rivolgimenti politici e sociali in mondi differenti e distanti e pure la propria data di morte altrove significativamente nella giornata proprio del 2 giugno? Singolare ed alquanto particolare la nascita della Repubblica nella data della morte del suo principale interprete. Fatti, accadimenti, intrecci di storia incancellabili, da comprendere e sui quali riflettere poichè pongono meditazioni utili a scelte per un futuro di tutti. Ognuno di noi giura su qualcosa di significativo ed importante, come impegno morale e monito alla coscienza, i regnanti fedeltà ai loro popoli, noi medici sulle proposizioni di Ippocrate, i governanti sulle costituzioni, i testimoni in processi sulle asserite verità, i militari fedeltà alla patria, ma i politici no, perché no e su nulla se ci rappresentano ed hanno pure le responsabilità dei nostri destini? Un vento tra le fronde dei cipressi della Chiesa da San Francesco a lambire benevolmente la tomba del “Sommo” Alighieri mi ha riportato reminiscenze liceali che potrebbero suggerire loro ed intimare prudenza per il “dopo” a tanti di questi e che vi ripropongo per fare loro accogliere integralmente un impegno “solenne” ad attraversare quella porta o farcisi traghettare se… dovessero giurare assumendo personali responsabilità…che li impegnano sul poi, come tutti quanti noi. INFERNO Canto III «Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l'etterno dolore, per me si va tra la perduta gente. Giustizia mosse il mio alto fattore; fecemi la divina podestate, la somma sapïenza e 'l primo amore. Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne, e io etterno duro. Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate".