Ciao Bà, racconto l’episodio dell’autista E SAFER ?

Ciao Bà, racconto l’episodio dell’autista E SAFER ?

Ciao Bà, racconto l'episodio dell'autista E SAFER ?  Buongiorno signor presidente, telefono per ricordarle la riunione del direttivo di dopodomani, le mando l’autista a casa per le sette.  E SAFER? (l’autista?) NO SGNUROINA UM VEN A TO ANTOLINI A CIAPEM E TRENO A REMIN, A SMUNTEM MA LA STAZIONE TERMINI E PU’ AVNEM INSEN SLA STEFER O CUME’ CUS CEMA E SARVOIZI POBLIC. Cosaa? Scusi presidente non ho capito, io sono romana. Ho detto che mi passa a prendere Antolini, il mio primo ragioniere, viene da Cesenatico, mi accompagna al treno, partiamo da Rimini ed arriviamo alla Stazione Termini, proseguiremo insieme con il bus. Ora ho capito, ma non vuole l’autista?. Da fe chè ?. Mi scusi presidente parli italiano io questa sua lingua non la capisco. Mi scusi lei signorina, io sono romagnolo e sono abituato a parlare con chi mi capisce, ma vedrà che una volta imparato a conoscere l’ambiente, mi capirete pure voi nella mia lingua, anche se parlerò italiano, glielo prometto. Cosa mi manda a fare l’autista a San Mauro Pascoli da Roma, che deve partire un giorno prima, pernottare, mangiare, riposare, accompagnarmi per poi ritornare a fare le stesse cose da solo spendendo una fortuna e lavorando una settimana per me, che posso prendere il treno vicino a casa ed arrivare ugualmente e direttamente a due passi dall’ufficio? Lo ritengo un privilegio troppo esoso, snò un bumboz us fa scariulae da chilt quant e po caminae da par se. ( Considero un inetto chi si fa scarrozzare a piacere, potendo arrangiarsi da se stesso ). Anzi, guardi all’ordine del giorno aggiunga alla prima comunicazione un mio desiderio “Da oggi si cambiano le abitudini e le consuetudini, ci si uniforma alle volontà del presidente queste: …le ho tutte in mente, una per una, lei per favore scriva solo fino ai due punti. Arriva anche aria della Romagna tra i colli di Roma, ma spira lungo la via Flaminia e non dal Muraglione come tempo addietro. Grazie per tutto, a dopodomani,  Antolini ed io saremo puntuali, buon lavoro e grazie per avermi avvisato per tempo. Posso comprendere lo stupore, lo sbigottimento ed i commenti in quell’ufficio della Confesercenti nella città eterna, ma io che conosco bene mio padre ho capito immediatamente che aria sarebbe tirata, anzi quali uragani avrebbero imperversato ad assopire, contrastare ed affievolire  il ponentino di quella Roma appisolata sugli allori di un fare abituale e lentamente cadenzato.  Tralascio i toni, escludo gli epiteti, ometto le intenzioni e le volontà intercalate con proposizioni di fuoco, quando mi elencava le sue volontà per esercitare i poteri del ruolo. Sa so me e president us fa cumè in rumagna; poc, ben, da spes e da par sé. Ci si comporterà come fanno i romagnoli, poco, bene, spesso e senza aiuti. Prima regola, si pone un tetto ai rimborsi dei pasti equiparato ai prezzi  della trattoria dove andiamo a mangiare con il mio segretario, si rinuncia alle auto con autista, ai servizi privati ed ai privilegi del ruolo, tutti ed ognuno, si gioca al risparmio ed al taglio delle spese inutilmente pacchiane, si gestisce il bilancio come una famiglia di ricchi che sanno fare con signorilità la vita dei poveri.  Sono uno di quelli che ha sempre portato da casa e di mio un fiasco di vino alle riunioni di partito, vuoi che mi faccia pagare il bicchiere che ho in regalo? Non ho fatto la sbornia del mio che è pure migliore del loro, non la farò, ne lo permetterò ad altri, qualcuno dovrà comprendere che siamo gente che viene dalla terra, che ha rispetto dei sacrifici del lavoro e che se parla molto o troppo, lavora di più per farsi benvolere e perdonare, che non ama i debiti fatti in proprio e che odia quelli fatti sfruttando i sacrifici di altri. Faremo la vita dei signori a costi “quasi zero”, investiremo tutto nella dignità e nella sobrietà. Sta tranquel Valerio, a vag a Roma, mo am port drì Antolini e mi proim rasunir, l’era un burdel  cmè te quant aiò dae e lavour, un ma mai tradoi, mai, seri, braev, unest, puntuael. testimone di geova, perchè un sindacato di categoria deve essere aperto a tutti e questa sua particolarità, non faziosa, consentiva a tutti di potere accedere all'iscrizione sentendosi rappresentati e tutelati alla pari con altri, Leu e me ma quei ad Roma ai insgnem la ducazioun, aie dag me e safer! A so pas la guera, da suldae ot an e mez, da parsunir du an, ho patoi la faena, ho vest la morta zantnaeri ad volti, am faz scariulae de safer! Quest ia voia ad zoca zala, ia la tu raza di zovan d’ades ma dos ca capoi gnenca la mità ad quei chin capes gnent. A ni prov, an putì savoi, te rasoun aenca te, mo an avoi la rianda.

Resta sereno Valerio, certo vado a ricoprire una carica prestigiosa, ma porto con me Antolini, il mio primo ragioniere che ho assunto a Cesena quando aveva la tua età, si è sempre comportato in maniera ineccepibile, inappuntabile, un vero galantuomo con il quale  imporremo pure ad altri questo modo di essere e di fare, altro che autisti e spese inutili. Ho vissuto la guerra, ho affrontato la morte centinaia di volte in otto anni e mezzo di divisa militare, due anni  di campo in Germania, ho sofferto l’inimmaginabile e non mi faccio scarrozzare da capace di fare da solo ! NO, mai ! Questi ragionano come te, i giovani di oggi, capite la metà di uno che non capisce niente, ma avete per questo le vostre ragioni ed attenuanti, non avete provato la vita del pericolo, delle mortificazioni  e dei sacrifici, non avete dunque fini ed obiettivi per direzioni di vita adeguate.

Mia madre mi ha raccontato che da quel dialogo seguirono anni memorabili per tante ragioni diverse e diversificate, cambiarono diverse abitudini e regole comportamentali per congressi ed amenità varie, tanto che i bilanci di quella organizzazione di pensionati FIPAC  poteva contare su  utili da investire in benessere per i soci,  mai assicurati prima. Un venticello di Romagna tra i colli di Roma aveva rinfrescato, rafforzato e rinvigorito quel “fiaccante” ponentino che spira ora invece sempre più forte da quando questi due “monelli” non scorazzano più insieme verso la capitale, osservata dal treno e vissuta camminando o guardata passare da seduti in osterie non stellate. Da gente che conosceva i centesimi  ed i “quatarnell” prima ancora che le Lire, ed ancora assai prima degli Euro di ora. Trascorse rapidamente quel tempo fino a farmi grandicello, per lui e per me, certo passò talmente in fretta che mi accorsi solo dopo le sue irrevocabili dimissioni per protestare manifestando integra ancora la sua fede ad ideali che altri conducevano altrove, alla Bolognina finì il percorso e proprio da quelle cronache capii che era proprio chiuso un viaggio politico iniziato il 24.10.1917, nato proprio un giorno prima della Rivoluzione Bolscevica, forse una piccola analogia da predestinato,  alla quale era sopravvissuto pure dopo la GLASNOST del mai amato traghettatore, contro le separazioni, contro i revisionismi di facciata, ma per entrambi non cambiò mai quel “furore” di fronte ad un insulto al “bene comune” da difendere ad oltranza e ad ogni costo, sempre. Non mi sarei aspettato altro, anzi ciò mi rafforza nell’idea che se certe cose  si desiderano, si amano, si rispettano e permeano di valori umanissimi e di genuina regalità, onestà intellettuale e praticata, nulla è impossibile, tutto può diventare possibile. Ciao BA’, addio Sig. Antolini, ho notizie fresche per voi, oggi a Roma ed aenca in Italia i safer iè sempra piò, i nost quatroin, sempra minch, cui sia una difarenza tra quei d’oz l’è indiscutebal, un gnè e paragoun,  me a pens e na snò parchè av voi ben,  ca fosvi mei vuilt deu at tot quest mes insen, pardunè, a ne pen snò, a so sicheur ! Ba a voi t’sapa che aenca me an ho mai drov e safer, ades us cema autesta dla machina blu e un è un taxi par tot !!! 

Gli autisti delle auto blu sono sempre più, il nostro denaro è sempre meno, che passi una enorme differenza tra gli uomini di oggi e voi non ci piove, anzi non si pone neppure il confronto, personalmente penso, non solamente perché vi amo, che foste di gran lunga migliori e di statura morale e superiori voi di tutti coloro di oggi riuniti insieme, perdonatemi se ho solo detto penso, rettifico, ne sono certo. Babbo desidero che tu sappia che neppure io ho utilizzato l’autista dell’auto blu, che non è precisamente solo un taxi !!!

Si possono pure fare foto ad orologi che segnano il tempo andando all'indietro, lo contano ugualmente però, facendoci invecchiare al ritmo di impossibili sogni ingannevoli ed ingannati, ingannanti come la foto !!! ... si gestisce il bilancio come una famiglia di ricchi che sanno fare con signorilità la vita dei poveri, comprendo ora il tuo insegnamento per la vita, grazie BA' Un venticello di Romagna tra i colli di Roma aveva rinfrescato, rafforzato e rinvigorito quel “fiaccante” ponentino che spira ora invece sempre più forte da quando questi due “monelli” non scorazzano più insieme verso la capitale, osservata dal treno e vissuta camminando o guardata passare da seduti in osterie non stellate.
Non è la morte a dare dignità alla vita ma una vita dignitosa a rendere insignificante la morte tullio valerio mazza It is not death to give dignity to life but a dignified life to render insignificant death tullio valerio mazza
 www.immaginienonsoloparole.it   tullio valerio mazza